Forestale, tangenti e appalti truccati: in arresto sindaco e assessore

forestale-genio-civileVTSmantellato dalla Forestale un complesso sistema di corruzione. 51 persone denunciate a piede libero. Roma, 23 ott – Dodici arresti per reati che vanno dalla turbativa d’asta alla corruzione per atti contrari ai doveri d’ufficio disposti dal Giudice per le Indagini Preliminari di Viterbo. Questo il bilancio dell’operazione in corso dall’alba di questa mattina, nel viterbese, condotta dal personale del Nucleo Investigativo Provinciale di Polizia Ambientale e Forestale (NIPAF) del Corpo forestale dello Stato di Viterbo.

Su disposizione della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Viterbo, sono in atto inoltre 38 perquisizioni presso ditte e abitazioni, nonché 7 acquisizioni di documenti presso uffici pubblici. Le indagini, condotte per oltre due anni dalla Forestale di Viterbo, sono scattate in seguito alle intercettazioni eseguite nell’ambito di una precedente inchiesta relativa al pagamento di tangenti per il rilascio di nulla osta paesaggistici. Dall’esame delle centinaia di migliaia di conversazioni intercettate al telefono, o registrate negli uffici e nelle autovetture di alcuni indagati e dall’analisi di filmati realizzati con telecamere occulte, emergerebbe un quadro di diffusa corruzione e turbativa delle gare indette sia da alcuni Comuni viterbesi, romani e ternani, che dalla Provincia di Viterbo, con la complicità di pubblici ufficiali corrotti.

forestale-regione-lazioSarebbero, infatti, 26 le gare d’appalto risultate truccate nei settori della raccolta differenziata dei rifiuti, dei lavori stradali e della ristrutturazione di edifici pubblici, per un importo totale superiore ai 12 milioni di euro. Le ditte invitate a partecipare venivano selezionate in modo da permettere alla predestinata vincitrice di non trovare ostacoli e, inoltre, veniva mantenuto un sostanziale equilibrio tra le ditte partecipanti al sodalizio criminale al fine di garantire a tutte una fetta dei contratti. Le decine di società indagate si spartivano le gare, provvedendo non solo a remunerare i pubblici ufficiali che le favorivano, ma anche ad escludere dagli appalti pubblici le società antagoniste.

Gli accordi garantivano offerte economiche estremamente vantaggiose per le ditte vincitrici che, di norma, effettuavano dei ribassi minimi dato che era garantita loro l’assenza di concorrenza. Per di più tale meccanismo provocava danni rilevanti per la collettività, chiamata a sostenere oneri superiori a quelli che si sarebbero determinati in un contesto di libero mercato e di rispetto della legge.

Tra le persone tratte in arresto questa mattina figurano due dipendenti dell’Ufficio del Genio Civile di Viterbo, ritenuti i presunti personaggi chiave dell’inchiesta, il sindaco di Graffignano (VT), Adriano Santori e un assessore dello stesso Comune, Luciano Cardoni; quattro imprenditori di Viterbo, due di Montefiascone, uno di Tarquinia e due di Celleno.

Oltre ai dodici arrestati (nove in carcere e tre ai domiciliari) sono attualmente iscritte nel registro degli indagati altre 51 persone appartenenti sia alla pubblica amministrazione che all’ambiente imprenditoriale. Sono tutt’ora in corso perquisizioni anche in Umbria, Veneto e Liguria, dove si trovano le sedi di alcune società coinvolte nel sistema criminale evidenziato.

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