Forestale: scoperto traffico illecito di pappagalli in Piemonte

ConferenzaQuattro persone arrestate per furto ed estorsione. Cuneo, 3 set – Quattro persone arrestate e circa sessanta pappagalli protetti sequestrati a Cuneo per un valore commerciale di oltre 50mila euro. È il risultato di una brillante operazione del Corpo forestale dello Stato e della Polizia di Stato che, dopo mesi di accurate indagini, sono riusciti a scoprire un imprenditore cuneese finito nella morsa estorsiva di quattro malavitosi campani.

Le indagini, su disposizione della Questura di Vercelli, che hanno consentito di smantellare il gruppo criminale, hanno avuto inizio lo scorso aprile in seguito ad un furto di pappagalli a Vercelli. Il personale del Nucleo Investigativo Provinciale di Polizia Ambientale e Forestale di Cuneo ha immediatamente sequestrato gli animali trasportati da Vercelli a Cuneo e denunciato l’allevatore della zona per ricettazione. Nelle successive indagini la Forestale ha scoperto che dietro al trafugamento dei volatili protetti c’era un giro di estorsione che coinvolgeva quattro persone provenienti da Torre del Greco (NA), con precedenti penali e legati alla criminalità organizzata, giunti in Piemonte con l’intento di riscuotere i soldi del traffico illecito di pappagalli, minacciando pesantemente il ricettatore e i suoi familiari. Tra le specie di pappagalli tutelate dalla Convenzione di Washington, l’Ara ararauna, l’Amazzone, il Cenerino, il Conuro della Patagonia e il Conuro del Sole, tutte detenute illegalmente e mantenute in condizioni di scarso benessere. Parte degli animali, sequestrati dal Corpo forestale dello Stato, sono stati consegnati ad un Centro di Recupero di animali di Bernezzo (CN). I quattro malavitosi sono stati arrestati, su disposizione della Procura di Cuneo, per furto ed estorsione.

All’operazione hanno collaborato anche gli uomini del Corpo forestale dello Stato di Vercelli, quelli del Nucleo Investigativo Provinciale di Polizia Ambientale e Forestale e del Nucleo Operativo Cites di Napoli. Proseguono intanto le indagini, in collaborazione con la Polizia di Stato, al fine di chiarire i traffici e i movimenti di questa specie protetta.

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