Forestale nell’Arma dei Carabinieri: ministri e generali spiegano il perchè

forestale-carabinieri-2016-560Roma, 4 ago – In mattinata, presso la sala meeting del Comando Generale dell’Arma dei Carabinieri, il Ministro delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali Maurizio Martina, il Comandante Generale Tullio Del Sette e il Capo del Corpo Forestale dello Stato Cesare Patrone, hanno tenuto una conferenza stampa sulla riorganizzazione del Corpo Forestale dello Stato nell’Arma dei Carabinieri nel corso della quale sono state illustrate le principali novità.

Potenziata la tutela Agroambientale

Dalla riorganizzazione del Corpo forestale dello Stato nell’Arma dei Carabinieri nasce il Comando per la Tutela Forestale, Ambientale e Agroalimentare. Una grande forza che potenzia le capacità dell’Italia di preservare e difendere il suo patrimonio paesaggistico, ambientale e agroalimentare. 7 mila uomini specializzati impiegati sul campo.

Perchè i Carabinieri

L’Arma dei Carabinieri, per il modello organizzativo e operativo di presidio del territorio, garantisce il più alto livello di potenziamento della tutela agroambientale. Negli anni proprio i Carabinieri hanno sviluppato anche competenze specifiche in questo campo con Nuclei specializzati come i Nac (Nucleo Anticontraffazioni Carabinieri) e Noe (Nucleo operativo ecologico), oltre all’attività dei Nas (Nucleo anti sofisticazioni).

Rafforzato il presidio territoriale

Viene potenziato il livello di presidio del territorio attraverso il rafforzamento dell’attuale assetto con la cooperazione della capillare rete di strutture dell’Arma, delle sue capacità investigative e delle sue proiezioni internazionali per le attività preventive e repressive.

Mantenuta la specializzazione

Nel nuovo comando viene assicurata la specializzazione attraverso l’impiego del personale del Corpo Forestale dello Stato e anche i nuovi immessi verranno specificamente formati, così da garantire un alto livello professionale nelle materie agroambientali.

Valorizzate le professionalità

Il personale mantiene le competenze possedute e viene impiegato nell’attuale sede di lavoro e incarico ricoperto. Nascono per questa ragione i Ruoli forestali nell’Arma. Anche le progressioni di carriera vengono salvaguardate rispettando i criteri attualmente esistenti. La riorganizzazione prevede poi il trasferimento di 750 agenti ad altre forze di polizia o amministrazioni, in particolare il reparto anti-incendi confluirà nei Vigili del Fuoco.

Efficientati i costi e confermata la dipendenza funzionale dal Ministero delle Politiche Agricole

Con la riorganizzazione del Corpo Forestale dello Stato e le altre misure contenute nel decreto legislativo vengono efficientati i costi di gestione e si potranno generare risparmi fino a 100 milioni di euro in 3 anni. Il nuovo comando è posto alle dipendenze funzionali del Ministro delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali a conferma dello stretto collegamento del comparto di specialità con le competenze, le tematiche e gli obiettivi del Ministero.

Le critiche del sindacato

«Più che una conferenza stampa,è stata una sceneggiata». Così Marco Moroni, segretario del Sapaf,commenta la conferenza stampa congiunta carabinieri – forestali.

«Le cose che sono state dette – afferma Moroni – non corrispondono al vero,a partire dal fatto che la scelta di una forza di polizia ad ordinamento militare è la peggiore decisione che potesse essere presa per accorpare il Corpo forestale».

Quanti ai «presunti risparmi, parlare di 100 milioni vuol dire semplicemente mentire. Come affermato dal servizio bilancio del Senato, infatti, risparmi non ve ne saranno mentre aumenteranno i costi per l’erario: uniformi, livree dei mezzi terrestri ed aerei, tesserini di polizia, tabelle delle strutture. Sarà tutto da rifare!», conclude il sindacalista.

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