Forestale e Guardia di Finanza insieme contro il traffico illegale di caviale

cavialeOperazione congiunta per bloccare il traffico illecito attraverso Internet. Roma, 22 dicembre 2009 – Consumatore avvisato, mezzo salvato: l’offerta di caviale in vendita può nascondere un imbroglio. A lanciare l’allarme il Servizio Cites Centrale del Corpo Forestale dello Stato e il GAT, Nucleo Speciale Frodi Telematiche della Guardia di Finanza, che hanno condotto insieme un meticoloso monitoraggio nei negozi “online” che ha portato a interessare le Procure della Repubblica presso i Tribunali di Roma, Pisa, Brescia e Chieti.

I risultati dell’operazione congiunta condotta dal Corpo forestale dello Stato e dal Nucleo Speciale Frodi Telematiche della Guardia di Finanza contro il traffico illegale di caviale su internet sono stati resi noti questa mattina nel corso di una conferenza stampa presso la sede del Nucleo Speciale Frodi Telematiche.

Traffico-caviale

A sinistra Umberto Rapetto Comandante del Nucleo Speciale Frodi Telematiche della Guardia di Finanza, a destra Ciro Lungo responsabile del Servizio Cites del Corpo forestale dello Stato

Il caviale è un alimento la cui importazione è soggetta a speciali vincoli determinati da apposite tabelle internazionali che ne stabiliscono il quantitativo annuo. Per il 2009 questi prospetti riportano uno “zero” che non consente alcuna libera interpretazione: vista l’impossibilità di commercializzazione, eventuali vasetti o barattoli in circolazione potrebbero essere il frutto di contrabbando oppure celare una frode in commercio realizzata con una falsa etichettatura di prodotti succedanei o di vero caviale ormai scaduto.

Anche la semplice promessa di questa merce attraverso siti di commercio elettronico può rivelarsi una truffa e lasciare a bocca asciutta chi – pagatone il prezzo – non riceverà mai quanto acquistato.

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