Forestale: confiscati il Safari Park di Latina ed oltre 100 animali

forestale-sequestro-zooDenunciati per maltrattamento animale e violazione dei sigilli i due proprietari del giardino zoologico. Latina, 7 giu – Il personale del Servizio CITES centrale del Corpo forestale dello Stato ha eseguito ieri mattina la confisca del giardino zoologico abusivo del Safari Park di Latina, sequestrato lo scorso settembre.

Si tratta della prima acquisizione coattiva da parte dello Stato di una intera struttura zoologica e degli esemplari in essa ospitati.

L’operazione è stata eseguita in base all’intesa tra il Corpo forestale dello Stato, la Prefettura di Latina e il Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare.

La confisca è scaturita da una contestazione amministrativa nell’ambito delle attività di controllo svolte dal Corpo forestale dello Stato relative alla corretta applicazione della normativa vigente in materia di giardini zoologici che prevede pesanti sanzioni amministrative – fino a 90.000 euro – per chi esercita l’attività in assenza della prevista licenza.

Il Safari Park esponeva al pubblico, oltre a diversi animali domestici, anche alcuni esemplari appartenenti a specie protette dalla Convenzione di Washington tra cui: un elefante, uno scimpanzé, macachi, canguri, istrici, testuggini di terra e tartarughe d’acqua. Il personale del Servizio CITES centrale è intervenuto, in collaborazione con gli agenti del Comando Stazione di Latina, insieme al personale appartenente all’ASL locale e ad alcuni veterinari, per garantire lo spostamento in sicurezza di 30 animali considerati pericolosi e detenuti in strutture non autorizzate e per assicurare la salvaguardia della salute e l’incolumità pubblica. Gli esemplari in questione sono stati trasferiti presso idonei Centri specializzati nel recupero per la fauna esotica e selvatica nel Lazio e in Emilia Romagna.

I due proprietari dello zoo sono stati denunciati penalmente per detenzione illegale di animali pericolosi e violazione dei sigilli.

Nel corso dell’operazione, sono stati rinvenuti, inoltre, una civetta delle nevi e una iguana detenute in condizioni incompatibili con la loro natura, per questo i due proprietari del giardino zoologico dovranno ora rispondere anche di maltrattamento animale. Gli animali sono stati, quindi, sequestrati e immediatamente trasferiti presso una clinica veterinaria a Roma.

Gli altri animali rimasti nella struttura saranno trasferiti nei prossimi giorni anche con la collaborazione delle associazioni ambientaliste.

Mantova: smantellato un vasto traffico di farmaci veterinari

forestale-mantova-farmaciIntanto oggi a Mantova è stato smantellato dal personale del Corpo forestale dello Stato un vasto traffico di farmaci veterinari distribuiti al mercato clandestino e destinati a gonfiare vitelli e maiali nel Nord-Italia e presumibilmente anche all’estero. Durante l’operazione denominata “Muttley” sono state sequestrate oltre 17.100 confezioni di farmaci veterinari per un valore complessivo di 2,5 milioni di euro.

Le indagini, coordinate dalla Procura della Repubblica di Mantova e dai Comandi Regionali del Corpo forestale dello Stato della Lombardia e dell’Emilia Romagna sono state condotte dal personale del Nucleo Investigativo di Polizia Ambientale e Forestale di Reggio Emilia e dagli uomini del Comando Provinciale di Mantova. Gli agenti della Forestale avrebbero scoperto una vera e propria associazione a delinquere dedita alla distribuzione e alla vendita di farmaci veterinari da somministrare “in nero” agli animali ed in assenza di controlli medico-veterinari. Sono state effettuate 101 perquisizioni, controllati 26 siti (14 in Lombardia, 7 in Veneto, 3 in Piemonte 2 in Emilia Romagna) nei quali sono stati sequestrati farmaci detenuti abusivamente. Sono attualmente 65 le persone indagate. Tra questi: grossisti di farmaci veterinari, veterinari, allevatori, farmacisti e commercianti non abilitati alla vendita di medicinali. I reati contestati: associazione a delinquere, commercio e somministrazione di medicinali guasti, adulterazione o contraffazione di sostanze alimentari, esercizio abusivo della professione medico-veterinaria e di farmacista, ricettazione, falsità in registri e notificazioni, violazione della normativa finanziaria e tributaria, ed infine maltrattamento di animali.

L’indagine ha l’obiettivo di garantire la sicurezza alimentare dei consumatori dai rischi causati dall’assunzione di carni bovine (vitelli) e suine adulterate o contraffatte per la presenza di farmaci somministrati “in nero”.

Alle indagini hanno partecipato 260 uomini del Corpo forestale dello Stato che hanno effettuato perquisizioni locali e domiciliari disposte dalla Magistratura presso centri di deposito, attività commerciali al dettaglio, allevamenti ed abitazioni in sette Regioni: Piemonte, Lombardia, Emilia Romagna, Liguria, Veneto, Sardegna, Campania ed in particolare nelle province di Mantova, Padova, Torino e Reggio Emilia. Oltre a farmaci veterinari detenuti abusivamente, sono stati ritrovati e sequestrati anche farmaci ad uso umano, soggetti a prescrizione medica.

Nel corso dell’inchiesta il personale del Corpo forestale dello Stato ha individuato grossisti che, con l’aiuto di allevatori e di veterinari compiacenti, erano dediti a commercializzare farmaci senza le necessarie e indispensabili prescrizione medico veterinarie.

Le indagini, coordinate dal Procuratore Capo della Repubblica di Mantova, Dr. Antonino Condorelli, hanno portato all’individuazione di alcuni soggetti compiacenti che si prestavano a compilare falsi documenti, per poter mascherare e giustificare le movimentazioni dei farmaci non consentite da parte dei grossisti. I farmaci che venivano somministrati agli animali degli allevamenti compiacenti, non venivano infatti registrati presso gli allevamenti ma direttamente presso i grossisti.

Gli allevatori compiacenti acquistavano, sulla carta, un quantitativo di farmaci superiore a quello somministrato realmente agli animali e le altre dosi venivano utilizzate per il mercato clandestino. In particolare, esse erano destinate ad altri allevamenti di animali quali bovini (vitelli) e suini con inevitabile potenziale pericolo per la salute pubblica, in quanto le somministrazioni sarebbero avvenute senza alcuna registrazione e senza lasciare traccia documentale.

Tra i numerosi indagati c’era addirittura chi si prestava a fornire copertura ai trattamenti farmacologici con sostanze illecite come cortisonici, ormoni ed antibiotici. Tali sostanze venivano somministrate agli animali che successivamente venivano immessi sul mercato. La norma prevede, invece, che gli animali che assumono farmaci, o loro sottoprodotti, non possano essere destinati al consumo prima di un determinato lasso di tempo variabile a seconda del farmaco assunto.

All’apice dell’attività illecita una società grossista con rivendita diretta di farmaci veterinari con sede in Lombardia, che commercializzava anche in Veneto, Piemonte ed Emilia Romagna.

L’operazione del Corpo forestale dello Stato ha consentito di scardinare un articolato sistema di vendita e somministrazione clandestina di farmaci veterinari, che avrebbe potuto rappresentare un rischio per la sicurezza alimentare e per la salute dei consumatori, i quali avrebbero potuto assumere indirettamente i residui dei farmaci somministrati clandestinamente agli animali attraverso i prodotti derivati dalle carni e dal latte.

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