Forestale, Como: sequestrati oltre 100 cuccioli provenienti dall’est europeo

I cani, in alcuni casi gravemente malati, erano arrivati dall’Ungheria con dei passaporti irregolari ed erano pronti per essere immessi sul mercato italiano

cuccioliComo, 13 mag – Sono oltre cento, alcuni dei quali in pessime condizioni di salute e strappati troppo prematuramente alle cure materne, i cuccioli di cane importati illegalmente dall’Est Europa e sequestrati in Provincia di Como dal Corpo forestale dello Stato.
L’operazione è stata condotta dai Forestali del Nucleo Investigativo Provinciale di Polizia Ambientale e Forestale (NIPAF) di Torino e dal Nucleo Investigativo per i Reati in Danno agli Animali (NIRDA) in collaborazione con il Comando Stazione di Asso (CO), a seguito di una lunga e complessa attività investigativa volta a contrastare i crimini contro gli animali. A supporto dei Forestali è intervenuto anche il personale dell’Ente Nazionale Protezione Animali (ENPA) di Piemonte e Lombardia.
I cuccioli, 104 per l’esattezza, sono stati ritrovati in due esercizi commerciali, nel Comune di Erba e nel Comune di Merone (CO). Dai controlli effettuati dagli agenti della Forestale e dai veterinari dell’Asl di Como Brianza, è emerso che tutti gli animali erano stati importati illegalmente dall’Ungheria muniti di passaporti irregolari e molti erano pronti per essere immessi nel mercato, altri invece, sequestrati successivamente, erano già stati venduti ad un altro commerciante.
I cagnolini, ritrovati in vari casi in pessime condizioni di salute, appartenevano a varie razze tra cui chihuahua, bull terrier, bulldog francesi, maltesi, west highland, chow chow, carlini, san bernardo, papillon, pincher e cavalier king,  e avevano tutti tra i 45 e i 100 giorni di vita, un’età che per legge non ne consente l’importazione.
I tre commercianti implicati nella vicenda sono stati tutti denunciati per maltrattamento, falso in atto, ricettazione e per violazione delle normative sanitarie comunitarie.
I cuccioli intanto sono stati tutti sequestrati, alcuni sono stati trasportati in cliniche specializzate a causa delle loro gravi condizioni di salute, gli altri sono stati affidati all’ENPA che li ha ricoverati in alcune delle proprie strutture presenti in Piemonte e Lombardia.

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