Forestale assorbita dall’Arma? Dirigenti furiosi: «torna la milizia forestale di estrema destra»

forestale-perlustrazioneRoma, 10 lug – «Apprendiamo con disappunto che il vertice del Corpo Forestale dello Stato stia offrendo l’Amministrazione o parte di essa all’Arma dei Carabinieri, con la conseguente militarizzazione di un Corpo di polizia dello Stato ad ordinamento civile».

E’ quanto si legge in una nota della segretaria nazionale DIRFOR, la sigla sindacale dei dirigenti del Corpo forestale dello Stato della UIL.

«Ebbene si – spiegano Elisabetta Morgante e Massimiliano Violante – , l’ultimo Capo del Corpo, voluto da Alemanno, ha finalmente raggiunto il suo obiettivo. Non c’è da meravigliarsi che un ideologo di estrema destra, all’epoca anche editorialista del quotidiano di partito “Il Secolo d’Italia”, in 11 anni di astute trasformazioni della nostra Amministrazione abbia dato alla luce il progetto “Cesare Patrone”, condiviso da una manciata di generali e colonnelli, di rifondare la Milizia Forestale. Perché il progetto di militarizzazione del nostro amato Corpo forestale dello Stato, reso possibile dall’ormai vicino accorpamento all’Arma dei Carabinieri, non è altro che un ritorno alle origini».

«Dopo il “Golpe Borghese” (citato anche come “Golpe dei forestali“, ndr), i forestali erano stati capaci di inventarsi un ruolo moderno della nostra Amministrazione, innovando l’immagine del Corpo nella collettività. Ma con l’avvento di “AlemanPatrone”, sono ricomparsi i generali con le stellette, le uniformi (comprate o fornite dal personale in divisa, perché ancora oggi nessuna norma prevede la dotazione delle stesse al personale dirigente e direttivo), le rappresentazioni di ogni genere in pieno stile militare, insomma la passiva trasformazione di una Istituzione ad ordinamento civile a quella militare».

«E l’equazione Stellette dell’Arma=Stellette del CFS era ormai nell’aria ed il Governo Renzi ci è “cascato dentro con tutte le scarpe”. Bravo Patrone ed i suoi seguaci! Meno bravi i dirigenti e i direttivi, che avrebbero dovuto ostacolare con più forza questo scellerato progetto, magari dando fiducia in massa a chi che ha più volte contestato i percorsi intrapresi da questa manciata di uomini senza scrupoli. Pezzi di potere che hanno stravolto la legittimità degli atti amministrativi, per favorire avanzamenti di carriera di amici degli amici. Ed oggi siamo qui a sperare di poter transitare nei ruoli della Polizia di Stato, che però non ci vuole perché siamo diventati troppo militari, troppe stellette, troppe uniformi, troppi Comandanti».

«Si, perché in Polizia – continua la nota – i Dirigenti sono solo Primi Dirigenti, Dirigenti Superiori e Dirigenti Generali, e i Direttivi sono solo Vice Questori e Commissari. Non sfoggiano uniformi con le stellette quando sono in servizio o davanti ad una telecamera. Noi della UIL-PA/CFS-DIRFOR chiediamo a tutti i dirigenti, direttivi, ispettori, sovrintendenti, assistenti, agenti, periti, revisori e collaboratori e operatori del CFS di aiutarci a vincere l’ultima battaglia prima di alzare bandiera bianca! Vogliamo convincere il governo Renzi a non abbassare la guardia nei confronti di chi vuole riportarci ai tempi bui del secolo scorso. Noi vogliamo che sia garantita la democrazia in questo Paese e quindi sosteniamo qualsiasi progetto di riforma, anche del Corpo forestale dello Stato, che assicuri trasparenza e ruoli istituzionali in linea con i principi democratici della nostra Costituzione».

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