Forestale addio, accorpata all’Arma dei Carabinieri. Valanga di ricorsi in arrivo

carabinieri-forestale-560Roma, 29 lug – «Il Consiglio dei ministri, su proposta del Ministro per la semplificazione e la pubblica amministrazione Maria Anna Madia, ha approvato, in esame definitivo, un decreto legislativo recante la razionalizzazione delle funzioni di polizia e l’assorbimento del Corpo forestale dello Stato. Nello specifico il decreto provvede all’eliminazione delle duplicazioni delle funzioni e alla gestione associata dei servizi comuni. È previsto l’assorbimento del Corpo forestale nell’Arma dei Carabinieri, con l’obiettivo di dare unitarietà e più forza anche alla funzione di controllo sul territorio valorizzando la specialità agroambientale. Il testo tiene conto delle indicazioni dei pareri parlamentari, del Consiglio di Stato e della Conferenza unificata. Con la riorganizzazione del Corpo forestale dello Stato nell’Arma dei Carabinieri scendono da 5 a 4 i corpi di polizia, viene potenziato il livello di presidio del territorio attraverso il rafforzamento dell’attuale assetto con la cooperazione della capillare rete di strutture dell’Arma, delle sue capacità investigative e delle sue proiezioni internazionali per le attività preventive e repressive. Nel nuovo comando viene assicurata la specializzazione attraverso l’impiego del personale del CFS e si punta a risparmi di spesa di circa 100 milioni di euro in 3 anni. Il nuovo comando è posto alle dipendenze funzionali del Ministro delle politiche agricole, alimentari e forestali».

Questo è lo scarno comunicato stampa emanato ieri al termine del Consiglio dei ministri.

A stretto giro di posta arriva la reazione dei leader sindacali del Corpo Forestale dello Stato.

«Il governo ha fatto le sue scelte, noi faremo le nostre. Sono pronti migliaia di ricorsi perché diritti e professionalità non si cancellano per decreti. E se saremo alla fine militarizzati, allora saremo il “virus” buono che porterà la sindacalizzazione nei carabinieri».

Così Marco Moroni, segretario generale del sindacato dei Forestali Sapaf, commentando le decisioni del governo.

«I forestali – dice Moroni – non si piegheranno facilmente alle logiche politiche delle lobby e del governo, ma lotteranno con il coltello tra i denti fino in fondo, arrivando anche alla Corte di Giustizia Europea».

«Il Consiglio dei Ministri appena concluso ha orgogliosamente sancito la fine della tutela ambientale. La cosa triste è che non se ne rendono conto ed a farne le spese saranno soprattutto le generazioni future», dichiara invece Danilo Scipio, Segretario Generale dell’Unione Generale Lavoratori Corpo Forestale dello Stato.

«L’assorbimento del Corpo Forestale nell’Arma dei Carabinieri farà felici i delinquenti ed i politici incapaci, non comporterà razionalizzazioni nè risparmi ed avrà solo effetti negativi per l’ambiente e per i cittadini. Ma a Renzi poco importa, l’importante è poter dire di aver fatto qualcosa, a prescindere se sia utile o meno».

«Disgustosi, umilianti e sgraditi i ringraziamenti del Ministro Maurizio Martina, completamente assente dal dibattito che ha distrutto il CFS e le aspirazioni di quelli che erano i suoi Uomini e le sue Donne, che non ha mosso un dito per evitare questo scempio».

«Nonostante il governo abbia approvato il provvedimento fuori sacco rispetto all’ordine del giorno previsto – conclude Scipio -,tipico di chi ha molto da nascondere, nessuno creda che ci siamo rassegnati: la parola fine, in questa vergognosa vicenda, la metteranno i giudici. Facciamo nuovamente appello al Presidente della Repubblica Mattarella affinché  il suo passato da giudice costituzionalista ed il suo ruolo di garante della Costituzione pongano rimedio agli strafalcioni di Renzi & co ed eviti la militarizzazione coatta dei dipendenti del Corpo Forestale dello Stato».

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