Forestale: ad Avellino sequestrati 16 impianti di depurazione

conferenza-stampa-procura-avellinoOperazione “Onda Nera”. Avellino, 19 mar – La Procura della Repubblica di Avellino, ha «disposto il sequestro preventivo di sedici impianti di depurazione siti nei comuni della provincia di Avellino. Il provvedimento cautelare reale è stato concesso dal GIP dr. Antonio Sicuranza» nell’ambito di «un’indagine coordinata dal Procuratore capo e dai pubblici ministeri dr. Elia Taddeo e dr. Roberto Patscot, avente ad oggetto reati connessi al danneggiamento delle acque dei fiumi Calore e Sabato, nonchè, in alcuni casi, all’illecita gestione delle acque reflue anche con sversamento diretto senza alcuna effettiva attività di trattamento depurativo».

«La Procura – si legge in una nota – per l’attività investigativa si è avvalsa dell’eccellente collaborazione del Corpo Forestale dello Stato (Nipaf) di Avellino, della Sezione di PG del Corpo Forestale dello Stato della Procura, nonché del Comando Generale della Capitaneria di Porto e della Guardia Costiera di Roma».

«Gli accertamenti investigativi hanno portato a constatare, per le inefficienze dei sistemi di depurazione, il degrado dei fiumi Calore e Sabato con violazioni, spesso anche gravi (difatti il GIP nel decreto di sequestro ha sottolineato “la eclatanza delle violazioni accertate“), dei limiti tabellari previsti dalla tab. 3 all. 5 Parte III del D.Lgs 152/06 (Testo Unico Ambiente) concernenti, a seconda dei casi, gli escherichia coli, l’azoto ammoniacale, i solidi sospesi, i tensioattivi totali ed il saggio di tossicità. L’ ampia indagine, durata molti mesi. è stata svolta nell’ambito di un monitoraggio capillare e complessivo delle più importanti acque superficiali nella provincia di Avellino con la relativa verifica della funzionalità degli impianti di depurazione siti nel territorio di competenza di questa Procura».

«Sono stati utilizzati, in particolare- spiega la Procura -, strumenti investigativi sofisticati per operare la visualizzazione aerea dei tratti fluviali, avvenuta sia con l’ausilio di un “drone” (ovvero un aeromobile computerizzalo e comandato a distanza per monitorare anche le zone più inaccessibili dei corsi d’acqua), sia con l’uso di un rilevatore dello spettro termico subacqueo dei corsi di interesse al fine di accertare la presenza di eventuali scarichi occultati alla vista degli inquirenti (quest’ultima tecnica investigativa è stata sviluppata per mezzo del Comando Generale della Guardia Costiera, trasponendo in ambito fluviale le consolidate tecniche di individuazione aerea degli scarichi occulti delle petroliere in alto mare)».

forestale-controllo-acque«A tali attività tecnologicamente avanzate sono state, successivamente, affiancate tecniche convenzionali di indagine con l’esame chimico delle acque e con il sopralluogo dei siti per constatare le caratteristiche organolettiche delle acque stesse, risultate, a seconda dei casi, maleodoranti, con solidi sospesi, di colore torbido e contenenti agenti inquinanti superiori ai parametri di legge, come sopra evidenziato. Grazie allo spirito di servizio degli operanti del Corpo Forestale dello Stato di Avellino si e così riusciti a raggiungere, attraverso la materiale percorrenza di tratti impervi di forestazione fluviale dei fiumi Calore e Sabato, i luoghi dove avvenivano effettivamente gli scarichi delle acque inquinanti».

«Il risultato investigativo che ha portato al sequestro degli impianti consente, con il disposto contestuale dissequestro degli stessi con l’imposizione di prescrizioni (come indicato dalla stessa Procura nella richiesta avanzata al GIP), di restituire i depuratori ai Comuni ed agli Enti di gestione con l’obbligo “di ripristino della funzionalità degli impianti al fine di assicurare il rispetto di tutti i limiti tabellari previsti dalla tab. 3 all. 5 Parte III del D.Lgs 152/06».

«L’attività inquirente – conclude la nota della Procura – proseguirà ancora con l’attenta verifica della compiuta osservanza di quanto imposto con il decreto di sequestro, al fine di recuperare le ottimali caratteristiche dei corsi fluviali Calore e Sabato, che costituiscono un patrimonio inestimabile della collettività locale».

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