Ennesimo suicidio nell’Arma dei Carabinieri: è il settimo dall’inizio dell’anno

carabiniere-suicidaRoma, 28 giu – Si chiamava Vincenzo Blanco, era un Appuntato scelto di 45 anni in servizio alla compagnia di Modica, nel ragusano, da più di 15 anni. Autista di guida veloce all’Aliquota Radiomobile era un militare stimato dagli amici ma soprattutto dalla popolazione locale. Tempo fa sembra che sia stato coinvolto, insieme ad alcuni altri componenti della Compagnia, in una vicenda giudiziaria ancora al vaglio della Magistratura di cui si sconoscono i contorni.

Intanto Vincenzo si ammala e viene posto in convalescenza per problemi ansiosi relativamente alla vicenda giudiziaria.

Sembra che qualche giorno fa, pur non trovandosi nelle condizioni soggettive di idoneità al servizio, sia stato invece giudicato idoneo dalle competenti autorità sanitarie e riammesso in servizio.

Da quanto si apprende, pare che alcuni giorni fa sia stato chiamato in ufficio per una notifica, per cui giungeva libero dal servizio presso la sede della Compagnia, unitamente alla moglie ed ai due figli. Entrava in caserma dove, da indiscrezioni non confermate, sembra che gli abbiano notificato il trasferimento immediato e d’ufficio presso il comando di Licata.
Sembrerebbe che a questo punto Vincenzo abbia preso l’arma e puntandola alla testa abbia esploso un colpo. Non si sa ancora con precisione che cosa sia effettivamente accaduto all’interno della caserma, ma la cosa certa è che Vincenzo è entrato con i suoi piedi e ne è uscito in una barella agonizzante tra l’angoscia e la disperazione dei suoi familiari. E’ deceduto mentre l’eliambulanza lo trasportava d’urgenza all’ospedale “Cannizzaro” di Catania.

La triste vicenda conclusasi con il tragigo epigolo della morte di Vincenzo Blanco, sembra sia maturata in un contesto, quello della caserma di Modica, dove indiscrezioni non confermate riferiscono di denuncie e querele reciproche tra alcuni militari che vi prestano servizio. Sembra inoltre che alcune mogli di comandanti  di stazione si siano recentemente incatenate davanti alla Prefettura o il Comando Provinciale di Ragusa (su tale vicenda non confermata si hanno tuttavia notizie molto frammentarie).

Ma l’aspetto che preoccupa maggiormente è la cappa di silenzio omertoso che circonda questa vicenda, così come tutte le vicende che hanno riguardato i suicidi tra le forze dell’ordine.

Dall’inizio dell’anno questo è il settimo suicidio tre le fila dell’Arma dei Carabineiri, il sesto è stato appena 15 giorni fa sul raccordo anulare di Roma. Cosa aspetta il comando generale dell’Arma ad affrontare questa tragedia? Quante altre “morti invisibili” devono aggiungersi prima che i generali di Viale Romania prendano coscienza del problema? ico_commenti COMMENTA

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