Enna, Blitz «S. Martino». Carabinieri e Dda decapitano le cosche

san-martinoArrestati vertici e gregari anche per droga e pizzo. A distanza di pochi giorni dall’arresto del vertice della famiglia di Cosa Nostra di Enna e di Caltagirone, con condanne che vanno dai due ai 17 anni, i carabinieri del comando provinciale e delle compagnie di Enna, Nicosia e Piazza Armerina. Con la collaborazione di unità cinofile e del nucleo elicotteri, hanno dato un altro duro colpo all’ambiente mafioso della provincia di Enna con l’arresto di otto pregiudicati che vengono ritenuti responsabili di estorsioni, ad Agira, nei confronti di un’impresa edile e del titolare di una giostra, spaccio di sostanza stupefacenti ad Agira, Aidone e Valguarnera. Durante la notte un centinaio di carabinieri, coordinati dai colonnelli Michele Di martino e Vincenzo Cubisino, hanno tratto in arresto i fratelli Mario e Filippo Statella, rispettivamente di 23 e 35 anni, ritenuti reggenti della famiglia di Agira, assieme a Giovanni Scaminaci di 44 anni, ritenuto il coordinatore della zona per la famiglia di Cosa Nostra; i fratelli Maurizio e Massimiliano Spitaleri, 20 e 32 anni, cugini di Antonino Spitaleri, 44 anni, che avrebbe coordinato tutte le operazioni che avvenivano nel territorio di Valguarnera, Vincenzo D’Ara, 43 anni, di San Cono, che viene ritenuto il fornitore ufficiale di cocaina, mannite e hashish in tutto il territorio provinciale, e Mario DItria, 33 anni di Aidone. Mancano all’appello tre spacciatori che sono, allo stato attuale, attivamente ricercati ma si tratta di personaggi di secondo piano. L’operazione, chiamata San Martino perchè tra i malavitosi, spacciatori e tossicodipendenti si parlava di vino, ma in effetti si chiedevano notizie della qualità della droga. L’operazione è partita nel 2008 e fa seguito all’operazione “Old One”, avvenuto nel luglio scorso, quando furono arrestati Salvatore Seminara, detto “zio Turi”, capo della famiglia di Cosa Nostra di Enna, e Giancarlo Amaradio, che dagli investigatori viene ritenuto il sostituto a Enna di Gaetano Leonardo. Per il procuratore capo della Dda, Sergio Lari si tratta di un’operazione di grande rilevanza contro la mafia ennese, che nel giro di una settimana è stata letteralmente decapitata anche nelle figure di secondo piano. “E’ stata un’operazione valida ed importante – ha dichiarato Lari – Ritengo che è stato un duro colpo per la mafia ennese, questo lo si deve al grande impegno profuso dalle forze dell’ordine”. Gli episodi di estorsione si sono verificati ad Agira, protagonisti i fratelli Statela, che sono stati intercettati a livello ambientale e telefonico, mentre chiedevano 1.200 euro al mese all’impresa edile, mentre le richieste erano più basse per quanto riguarda il giostraio. La distribuzione della droga era capillare ad Aidone, Agira e Valguarnera avveniva sistematicamente, grazie alla presenza di Vincenzo D’Ara, che aveva a disposizione grandi quantitativi di marijuana e hashish, oltre a mannite.

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