Droga: maxioperazione dei NAS contro le “smart drugs”, 7 arresti

smart_drugsRoma, 21 dic – Maxioperazione dei Carabinieri del Nas contro le ”smart drugs”, le cosiddette ”droghe furbe”, in 15 regioni italiane. A conclusione di una complessa attività investigativa riguardante un sodalizio criminoso dedito al traffico internazionale di sostanze stupefacenti nascoste all’interno di ”profumatori d’ambiente” spacciati in Italia sia tramite internet che attraverso una capillare rete di negozi ”smart shop”, i militari hanno eseguito in 15 regioni e 54 province del territorio nazionale, 7 ordinanze di custodia cautelare in carcere emesse dal Gip del Tribunale di Milano su richiesta della Procura di quel capoluogo, nei confronti di altrettante persone coinvolte a vario titolo nei fatti delittuosi. E ancora: 122 perquisizioni presso altrettanti piccoli locali commerciali comunemente denominati ”smart shop”, dove, oltre a prodotti che rientrano in categorie merceologiche quali tisane, incensi, integratori alimentari, profumatori di ambienti e sali da bagno, possono trovarsi altresì energizzanti e sostanze psicoattive e il sequestro preventivo dell’azienda ”Tessier-Ashpool s.r.l.” di Peschiera Borromeo (Mi). L’iniziale inchiesta della Procura della Repubblica di Napoli era finalizzata ad accertare la causa del ricovero in gravi condizioni presso un ospedale partenopeo di un giovane napoletano per un’intossicazione acuta, che aveva assunto una sostanza tossica contenuta all’interno di un profumatore per ambiente.

I successivi esami di laboratorio a cura dell’Azienda Ospedaliera Universitaria Federico II di Napoli, avevano consentito l’individuazione di una molecola psico-attiva denominata JWH-018, definita dall’Istituto Superiore di Sanità pericolosa per la salute pubblica per l’elevata potenzialità di indurre dipendenza e problemi a livello cardiocircolatorio e del sistema nervoso. L’attività di indagine è stata successivamente sviluppata dalla Procura partenopea (Proc. Agg. Dott. Giovanni Melillo e Sost. Proc. Dott. Vincenzo Ranieri) e da quella di Milano (Proc. Agg. Dott. Alberto Nobili e Sost. Proc. Dott. Antonio Sangermano) che, concordando con le risultanze investigative dei Carabinieri del Nas, hanno ritenuto di adottare, per la prima volta in questo settore, misure restrittive. Fin da subito, spiegano i militari, è emerso un quadro criminale d’insieme altamente insidioso caratterizzato da una clientela fidelizzata, costituita perlopiù da giovanissimi anche in età adolescenziale. Gli esiti delle indagini hanno così portato a un’innovativa scoperta nel panorama investigativo: gli accertamenti da un lato hanno debellato l’inconsueto ”modus operandi” illegale, sostanziatosi nella diffusione di sostanze stupefacenti attraverso circuiti commerciali leciti, dall’altro hanno fatto emergere un oscuro sistema di ricerca di principi psicoattivi, non ancora formalmente vietati, perchè non inseriti nella tabella degli stupefacenti. In tale contesto i Carabinieri del Nas, attraverso l’analisi dei riscontri raccolti, oltre ad individuare la ditta che importava, produceva e commercializzava le smart-drugs, ovvero la ”Tessier-Ashpool” di Peschiera Borromeo (MI), hanno evidenziato che nell’ambito dell’organizzazione i vari soggetti ricoprivano differenti ruoli ben definiti, distinguendosi tra promotori, procacciatori ed organizzatori, pusher e faccendieri. Le indagini, integrate anche da attività tecniche e pedinamenti, hanno altresì palesato il coinvolgimento diretto di alcuni titolari delle cosiddette rivendite ”smart shop”, destinatari dei 122 provvedimenti di perquisizione al fine di rintracciare prodotti contenenti principi attivi oggetto dell’inchiesta. Nel corso dell’attività, condotta anche attraverso l’intercettazione di varie utenze telefoniche localizzate, tra l’altro, in Italia, Olanda ed Europa dell’Est, è stato possibile procedere all’arresto di altre due persone ed al sequestro di un laboratorio di produzione clandestina di sostanze psicotrope di sintesi; 3 tonnellate di ”erbe”; 20.000 deodoranti per ambienti contenenti cannabinoide sintetico; 30 Kg di allucinogeno e 100 Kg di cannabis indica, che una volta raffinati e inviati al mercato avrebbero fruttato 4 milioni di euro circa. (ASCA)

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