Droga: fermato maresciallo dei carabinieri nel viterbese

auto-carabinieri05Grotte di Castro (Viterbo), 18 ago – Un maresciallo dei carabinieri, Angelo Benfante, comandante della stazione di Grotte di Castro, in provincia di Viterbo, è stato fermato ieri sera per detenzione e coltivazione illegale di droga. Ad eseguire il fermo di polizia sono stati i militari della compagnia di Montefiascone, dalla quale dipende anche la stazione diretta da Benfante. Coltivava marijuana in un locale attiguo alla sua abitazione, all’interno della caserma dei carabinieri di Grotte di Castro, in provincia di Viterbo. Per questo motivo, al termine di un interrogatorio durato tutta la notte, è stato arrestato insieme al fratello di 36 anni, residente ad Acquapendente.

Il comando provinciale dei carabinieri di Viterbo, con una nota diffusa in mattinata, ha reso noto che il sottufficiale ”è stato immediatamente sospeso dal servizio”.

Durante una perquisizione domiciliare nell’alloggio di servizio del militare, i carabinieri hanno trovato e sequestrato 17 piante di marijuana. Il nome di Benfante era emerso nel corso di un’indagine sullo spaccio di stupefacenti nel comprensorio di Acquapendente. Sono così scattati una serie di appostamenti e di pedinamenti nei confronti del fratello del maresciallo, dai quali è emerso che si recava frequentemente nella caserma di Grotte di Castro. Da qui la perquisizione, il ritrovamento della piantagione e il fermo dei due fratelli. Dopo alcune ore di interrogatorio, per entrambi e’ scattato l’arresto, ora al vaglio dell’autorità giudiziaria.

”Nonostante le indagini condotte abbiano coinvolto un proprio collega – dice ancora la nota del comando provinciale dei carabinieri – tutte le operazioni volte a garantire il rispetto della legalità sono state eseguite con la massima celerità, imparzialità e determinazione”.

Il sottufficiale si sarebbe difeso sostenendo che la marijuana coltivata illegalmente sarebbe stata per uso personale e non per spaccio. (ANSA)

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