Difesa: vince concorso nei Carabinieri, ma viene escluso per un tumore sofferto in passato

Roma, 20 mar – E’ successo ad un venticinquenne che ha partecipato ad una selezione per 15 posti di orchestrale presso la banda musicale dei Carabinieri, superando tutte le prove prescritte dal bando e classificandosi al primo posto per più posizioni messe a concorso.

Prima dell’incorporamento, il giovane è stato sottoposto ad una visita medica, nel corso della quale non sarebbe emersa alcuna patologia, ma dove egli ha riferito spontaneamente di aver subito in passato l’asportazione di un neo di natura maligna e di essere completamente guarito.

A questo punto, il venticinquenne non è estato sottoposto ad alcuna ecografia, né all’esame di alcun medico specialistico e la commissione medica, composta da uno psichiatra, un medico legale e un medico esperto in malattie odontostomatologiche, lo ha giudicato «INIDONEO ai sensi del DM 04/06/2014 – Direttiva tecnica riguardante l’accertamento delle imperfezioni e delle infermità che sono causa di non idoneità al servizio militare ex lett. G punto 1), in quanto affetto da “Melanoma”».

Il ragazzo – difeso dagli avvocati Giorgio Carta e Giuseppe Piscitelli – ha fatto ricorso al TAR spiegando di non essere più affetto da alcun melanoma, essendo stato rimosso chirurgicamente.

Il Tribunale Amministrativo del Lazio , al quale si è rivolto, ha respinto l’istanza cautelare, con ordinanza n. 708/2018, nonostante il ragazzo avesse prodotto un certificato medico attestante «l’assenza in atto di lesioni melanocitiche atipiche dermatoscopicamente accertate».

Precisamente, il TAR ha ritenuto che, «anche in caso di rimozione chirurgica del tessuto interessato, la patologia tumorale costituisce condizione ostativa all’arruolamento finché non è trascorso il periodo di follow up (che, nel caso in esame, non è appunto, ancora completato)». In sostanza, secondo i giudici amministrativi, il giovane potrebbe partecipare al concorso solo una volta trascorsi tutti e cinque gli anni di osservazione.

I legali del giovane hanno annunciato che appelleranno la decisione del TAR al Consiglio di Stato, atteso che «risulta fuori da ogni logica e comprensione umana – hanno dichiarato – che un ragazzo che già ha avuto la sfortuna di ammalarsi di cancro, venga per questo motivo addirittura estromesso dal mondo del lavoro e da un concorso già vinto e così privato della capacità di sostentarsi economicamente, solo perché non ha terminato il follow up quinquennale previsto per monitorare l’eventuale nuova insorgenza del melanoma».

Il giovane venticinquenne, peraltro, per entrare a far parte della banda musicale dell’Arma dei carabinieri, aveva rinunciato ad un concorso pubblico già vinto per l’insegnamento in una scuola secondaria di primo grado ed oggi si ritrova disoccupato e privo di ogni fonte di sostentamento.

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