Difesa, i carabinieri scrivono al ministro: «governo tenga conto dei nostri sacrifici»

carabinieri-ministro-mauro400Roma, 30 ago – Di seguito, la versione originale del documento che i delegati del Consiglio centrale di Rappresentanza dell’Arma dei Carabinieri hanno sottoposto ieri al ministro della Difesa, Mario Mauro, per sottolineare lo stato di “fortissimo sacrificio sopportato dal Comparto” a causa delle misure emanate nel 2010 dal governo Berlusconi (decreto legge n. 78 del 2010), che ha bloccato per tre anni ogni aumento stipendiale senza possibilità di recupero, e dalle norme in materia pensionistica che penalizzano oltremodo il personale in uniforme.

Signor Ministro,

ci siamo soffermati sinora sul tema chiave dei decreti legislativi discendenti dalla legge n. 244 del 2012 sul riordino dello strumento militare.

Come a Lei ben noto sono anche all’ordine del giorno due ulteriori tematiche che preoccupano molto il Co.Ce.R. Carabinieri e per le quali sono state assunte reiterate iniziative dalla Rappresentanza militare: il regolamento di armonizzazione in materia pensionistica e la proroga al 2014 del blocco degli stipendi. Quanto al primo aspetto vorrei chiederle Signor Ministro quali decisioni saranno assunte dal Governo, tenuto conto che le competenti Commissioni parlamentari hanno espresso parere favorevole con la condizione che siano stralciati gli articoli 2 e 5 dello schema di regolamento “al fine di aprire un effettivo e proficuo percorso di confronto e consultazione con le rappresentanze dei lavoratori dei comparti sicurezza e difesa…. finalizzato a coniugare le legittime esigenze di armonizzazione dei diversi regimi previdenziali con le altrettante legittime aspettative di tutela della specificità dei comparti…..”.

Abbiamo già colto un segnale molto importante dall’intervento del Sottosegretario Alfano in Commissione difesa il 18 giugno u.s., il quale ha espresso parere favorevole del Governo sulla proposta di rilievi della Commissione, affermando che la “convinzione dell’Esecutivo è, infatti, quella di realizzare pienamente la riforma, che giudica utile e importante”, manifestando, al contempo, “la disponibilità del Governo ad istituire tavoli tecnici per affrontare con le rappresentanze militari le principali questioni, fermo restando l’obiettivo prioritario di assicurare tempi certi”.

La pensione, Signor Ministro, costituisce per il personale del Comparto un momento di arrivo dopo aver dedicato una vita di lavoro alla tutela dei diritti fondamentali dei cittadini e all’integrità del nostro Stato, nonché a sostegno della pace e della sicurezza internazionale.

Siamo convinti, interpretando il pensiero del personale da noi rappresentato, che il Governo mantenga l’impegno assunto, tenendo in considerazione l’univoco e concordante parere del Parlamento. Auspichiamo l’avvio in tempi brevi di tavoli tecnici specifici riguardanti in particolare il riordino dei ruoli e l’attivazione immediata della Previdenza Complementare.

Quanto al blocco degli stipendi introdotto dal decreto legge n. 78 del 2010, siamo di fronte ad una disciplina che ha penalizzato il personale in modo profondo e irragionevole.

La dinamica retributiva del personale del Comparto è indissolubilmente legata alle progressioni di carriera, diversamente da quanto previsto per il rimanente personale statale. Il meccanismo dell’una tantum ha compensato in minima parte la devastante portata della norma che ha determinato insopportabili sacrifici e disparità di trattamento difficilmente comprensibili. Se nel 2011 l’emolumento compensativo è stato corrisposto nella misura del 100% nel 2012 la misura è stata ridotta al 46% del trattamento spettante, per poi passare al 15% per l’anno in corso.

Il blocco stipendiale, inoltre, indipendentemente dall’una tantum, avrà conseguenze permanenti, soprattutto per coloro che andranno in pensione nel triennio/quadriennio interessati dal blocco, in ragione dell’incidenza delle ultime retribuzioni sul computo del trattamento di quiescenza.

Speravamo e speriamo tuttora Signor Ministro che i sacrifici economici e le penalizzazioni per il nostro personale fossero terminati ! Invece il regolamento all’esame definitivo del Governo prevede una proroga “secca” al 2014 senza copertura finanziaria per misure compensative. Anche su questo provvedimento il Parlamento si è espresso in modo netto. La Commissione difesa della Camera ha chiesto lo stralcio della parte che interessa il personale del Comparto Difesa-Sicurezza. Le Commissioni di merito hanno posto condizioni significative dalle quali non riteniamo che il Governo possa prescindere.

La prima riguarda il necessario carattere eccezionale e provvisorio della misura, non allungabile nel rispetto dei principi fissati dagli articoli 3, 36, 39 e 97 della Costituzione.

La seconda, parimenti significativa, prevede che il Governo tenga in considerazione il complesso delle articolate indicazioni, prima fra tutte quella della specificità del Comparto, statuita dalla legge n. 183 del 2010 e quella della contrattazione ai soli fini normativi, iniziativa anch’essa attesa.

In conclusione, Signor Ministro, le chiediamo di sostenere con forza in seno al Governo una linea che possa quantomeno temperare il già fortissimo sacrificio sopportato dal Comparto.

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