Corpo Forestale: il ministro Catania rispetti le regole

Corpo-ForestaleRoma, 22 giu – «La democrazia funziona e sopravvive solo se tutte le componenti della società civile, dai cittadini alle figure istituzionali, rispettano le regole, concetto che però sembra sfuggire al Ministro delle politiche agricole Mario Catania».

E’ quanto si legge in una nota diffusa dai sindacati del Corpo Forestale dello Stato.

«Pur in presenza di norme ben precise, per la seconda volta, infatti, il Ministro delle politiche agricole incontra bilateralmente un’organizzazione sindacale del Corpo Forestale che non ha le prerogative necessarie per poter accedere alle forme di partecipazione contrattuali, aprendo due tavoli separati di concertazione, uno ufficiale ed uno ufficioso – che mettono in discussione il ruolo ed il vero peso delle rappresentanze del personale. Nonostante il Ministro non perda occasione per sostenere pubblicamente la necessità di attuare fino in fondo la “Spending Review”, nel suo Ministero, che gestisce milioni di Euro tra strutture ministeriali ed Enti vari, non si sa ancora quanti, dove e come saranno attuati i tagli agli sprechi di pubblico denaro. Il mese scorso aveva assunto l’impegno di comunicarlo ufficialmente in un incontro con le OO.SS. rappresentative del Corpo forestale dello Stato, promessa rimasta un debito».

«Un Ministro, il Dott. Catania, quindi, che da l’impressione di non conoscere le norme contrattuali nè cosa siano le relazioni sindacali – continua la nota – , molto attento ad affermare principi generali ma che di fatto attua nel suo Ministero pratiche anomali, quasi volesse proteggere qualcuno, per di più rifiutandosi di dare risposte concrete ai moltissimi chiarimenti chiesti dalle OO.SS. titolate. Pertanto invitiamo il Ministro Catania al rispetto delle regole del “buon governo” e alla trasparenza, sia per quanto riguarda la “Spending Review” sia per ciò che concerne i rapporti istituzionali con le rappresentanze del personale, al fine di evitare l’avvio di iniziative di protesta clamorose che sicuramente avranno conseguenze non piacevoli per il Governo ed il Suo rappresentante a capo del MIPAAF».

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