Collega del Brigadiere capo Paolo Corbeddu ricorda l’amico deceduto e le «stranezze» del mondo militare

corbeddu400Roma, 24 ago – (di Giuseppe Lussorio Fadda) – 21 agosto 2012, ore 0800, squilla il telefono, un carissimo amico e collega mi informa che a Orune era stato ucciso da un’auto che non si era fermata all’alt, il Brigadiere Paolo Corbeddu. Chiudo il telefono, sono frastornato, non riesco a parlare, mi preparo e vado subito in camera mortuaria a Nuoro. Paolo era un carissimo amico, quando ci incontravamo o per telefono rimanevano ore a parlare dei vari problemi dell’Arma, lui era un fiume in piena. Però in questo momento non voglio scrivere qualcosa su di lui, perché il dolore e la rabbia che sento e troppo forte. Voglio solo ricordare un articolo che avevo composto circa tre ani fà, e che prendeva spunto proprio da una di queste chiacchierate. Il titolo dell’articolo era: PATACCOPOLI

Visitando il sito web dell’Arma dei Carabinieri, nella pagina dedicata alle “Curiosità“, passando per la rubrica “Non tutti sanno che…“, alla lettera “C” si parla della decorazione concessa ai militari che hanno raggiunto, senza demerito, una data anzianità: la CROCE PER ANZIANITA’ DI SERVIZIO.

L’organo ufficiale sul web del Comando Generale dell’Arma riporta che la decorazione: “venne istituita con Regio Decreto n: 358 dell’8 novembre 1900 e coniata in oro e argento. Furono autorizzati a fregiarsi della Croce d’Argento i sottufficiali e militari di truppa che avessero prestato 16 o più anni di servizio militare; della stessa Croce d’Argento sormontata da corona reale i sottufficiali e militari di truppa che avessero compiuto 25 anni di servizio attivo; della Croce d’Oro gli ufficiali dopo il compimento di 25 ani di servizio attivo: della Croce d’oro sormontata da corona reale gli ufficiali dopo 40 anni di servizio attivo“.
Per completezza di informazione, Il Re Vittorio Emanuele III a motivazione dell’istituzione della Croce di anzianità di Servizio scrive, con regio decreto: “E’ nostro intendimento che un segno onorifico speciale distingua i militari di ogni grado, i quali siansi resi benemeriti per lunghi e lodevoli servizi prestati nell’esercito e nell’armata“.

A me personalmente, in base a quanto sopra riportato, è stata concessa prima la Croce d’Argento e poi, raggiunto periodo di “lungo e lodevole servizio prestato“, la croce d’Oro per anzianità di servizio militare.
Prendendo spunto dalla rubrica del sito web dell’Arma, mi sorge spontaneo dire che, forse, “Non tutti sanno che…” oltre al foglio del brevetto di concessione non mi è mai stata consegnata come sarebbe, invece, previsto dai regolamenti la croce d’argento nè, tantomeno, la croce d’oro.

Sicuramente “Non tutti sanno che…” quasi tutti i militari dell’Arma che hanno maturato il periodo di servizio, con lodevole dedizione, necessaria al conferimento della Croce di anzianità e come loro, se le mie informazioni sono esatte, anche militari di altre Forze armate, non hanno mai ricevuto (e probabilmente mai riceveranno) la Croce d’Oro o d’Argento perché il Ministero della Difesa conferisce solo ed esclusivamente i brevetti cartacei.
Dato che l’uso delle decorazioni, in special modo durante le cerimonie, è obbligatorio, i Carabinieri sono costretti ad acquistarle di tasca propria, e considerato che le croci vendute nei negozi di articoli militari sono sì conformi al modello approvato ma non sono né d’oro né d’argento, durante le suddette celebrazioni i Carabinieri si fregiano con delle patacche.
L’alternativa al non indossare la medaglia non è auspicabile poiché vedere un militare “d’esperienza” senza alcun riconoscimento all’anzianità potrebbe voler dire che quella persona non ha i parametri minimi per avere quell’onorificenza… l’orgoglio è una brutta bestia.

Porto a testimonianza i fatti che successero in occasione del mio giuramento da Vice Brigadiere: avendo fatto presente ai miei superiori di non potermi fregiare della croce d’argento, in quanto mai consegnatami, considerato che la cerimonia si sarebbe dovuta svolgere di fronte al Comandate di Corpo, gli stessi superiori riuscirono a trovare una croce d’argento “patacca” prestata da chissachì ma io, Sardo testardo, volevo la MIA Croce D’argento… quella autentica, quella vera.
Mi minacciarono di punizione ma io, Sardo testardo, li pregai di punirmi perché non volevo indossare una “patacca” ed i miei superiori, viste le mie argomentazioni assolutamente vincenti e nessun basamento per una siffatta punizione, nulla fecero e, per la pace di tutti e per non rovinare la festa, mi feci alfine convincere da alcuni colleghi a giurare indossando la copia-medaglia.

Nelle mie ricerche per cercare di capire i motivi per cui lo Stato non da’ ai militari quanto gli spetta ho trovato l’unica motivazione possibile: visto il prezzo dell’oro e dell’argento, quella economica… ma non danno neanche le simil-medaglie che hanno un prezzo ben più basso!

Non tutti sanno che…” quanto sopra descritto rappresenta il solo lato materiale del problema, esiste poi, non secondario, il fattore morale: per rendere un’idea racconto quanto è successo ad un Sottufficiale dell’Arma, mio caro amico: poco tempo fa ho incontrato Antonio, in servizio con il grado di Maresciallo Aiutante s.U.P.S.: un sottufficiale, come si usa dire, con “gli attributi quadrati”, che ha prestato la sua opera in comandi ad altissimo indice di criminalità e in reparti dove si è sempre distinto per le sue eccellenti capacità investigative, corroborate, tra l’altro, da indagini che hanno portato all’arresto di persone poi condannate all’ergastolo.
Questo amico, impiegato in un reparto specializzato al di fuori della linea territoriale, lamenta che i suoi superiori, neo giunti, oltre a non conoscere il suo nome, la sua situazione ed il suo lavoro, nemmeno veniva considerato nei normali rapporti nonostante l’incarico ricoperto.
Tempo dopo ricevette una telefonata da parte di un Appuntato dal Nucleo Comando del Comando Provinciale, che gli riferiva, come ogni tanto succede, di passare da quell’ufficio per la firma di atti vari.
Alcuni giorni dopo, passando per quel Comando, dal quale è amministrato, lo stesso Appuntato che gli aveva qualche giorno prima telefonato, gli notificava il decreto per la concessione della croce d’oro per anzianità di servizio, con la consegna dell’attestato cartaceo ma non della croce.
Il Sottufficiale, inutilmente, si lamentò con il Comando per i modi, quantomeno poco militari, con i quali gli era stata conferita la decorazione aspettandosi la notifica da parte di un suo diretto superiore o almeno da un pari grado… nessuna risposta… velo pietoso.

Abbiamo prima detto che quasi tutti i militari dell’Arma non ricevono la medaglia: a quei pochi a cui è stata consegnata, la “Croce” è stata data dopo aver sbrigativamente “firmato lì”, ci si ritrova in mano un sacchettino di plastica trasparente, tipo sorpresa nelle patatine, con all’interno la medaglia: non penso sia mai venuto in mente a nessuno ma se si fosse fatta analizzare, non sarebbe certo risultata essere in oro o argento!!!!
Oggi è facile notare personale che ha sicuramente oltre 25 anni di servizio, che non si fregia di una decorazione, seppur obbligatoria, ma che ormai ha perso la sua valenza di base… basterebbe ora cambiare denominazione alla decorazione in “medaglia di carta dorata/argentata per anzianità di servizio militare“, mettere un link sul sito dell’Arma: al compimento dell’età di servizio giusta, uno se la stampa, la ritaglia, il comando provvede alla plastificazione e se la mette… ecco risolto il problema!!!!!

Non tutti sanno che…” al termine di una missione militare di breve durata all’estero, c’è la cerimonia della “Medal Parade”, ove il comandante di corpo o chi per lui, durante una breve cerimonia con tanto di discorso, appunta sulla giacca di ogni singolo militare che rientra in patria, schierato in formazione, la medaglia (della quale, incredibilmente, viene anche consegnata la scatola per contenerla).

A proposito di missioni all’estero, probabilmente “Non tutti sanno che…” i carabinieri nuovi arruolati che provengono, obbligatoriamente, dopo un triennio di servizio nelle forze armate, avendo partecipato, quasi tutti, a numerose missioni di breve durata, solitamente 4 mesi, si fregiano con le conseguenti decorazioni, che a volte, pare contino molto più del servizio prestato in patria per decenni.

Un Brigadiere Capo con quasi 35 anni di servizio, mi ha raccontato che alla Stazione Carabinieri dove prestava servizio, è giunto uno di questi Carabinieri, che si fregiava di almeno 2 file di decorazioni (3 medaglie per ogni fila completa…) relative a missioni di breve durata all’estero. Durante i normali servizi che si fanno ogni giorno alla Stazione, dall’ordine pubblico alla pattuglia, dalla perlustrazione automontata alle notifiche, si è visto molte volte chiedere dagli “ignoranti” civili, cittadini del paese dove presta servizio da parecchi anni, del come mai un Carabiniere così bravo e “d’esperienza” avesse una sola piccola medaglia mentre il suo collega, con 6 mesi (mesi… non decenni) di servizio nell’Arma fosse così ben dotato di decorazioni come solo nei film americani si vede! Al Brigadiere non rimaneva che spiegare i motivi e dover vedere il proprio giovane collega ancor più gonfio d’orgoglio. Vorrei, dopo questa breve storiella, sottolineare che magari “Non tutti sanno che…” questo Brigadiere Capo, in 32 anni di servizio, tutti in patria, rappresentativo di molti altri come lui, ha rischiato la vita nei servizi per la ricerca dei latitanti, nella lotta al banditismo, nella lotta alla mafie ed alle associazioni criminose ed in particolar modo nella lotta al terrorismo negli anni 70 e 80, periodo in cui con sacrificio e dedizione ha contribuito in maniera sostanziale a preservare la democrazia in Italia.

QUESTO BRIGADIERE CAPO, SI CHIAMAVA PAOLO CORBEDDU.

Purtroppo lo Stato dimentica presto e non si ricorda di premiare questi militari magari con una onorificenza specifica per chi ha prestato servizio in quel tragico periodo ma, di certo, questa proposta non troverà nessun accoglimento da chi dovrebbe poiché lo Stato Italiano fa’ in fretta a dimenticare coloro che hanno servito le istituzioni con dedizione.

Quanto potrebbe mai costare dare a chi compie sedici o venticinque anni di servizio un riconoscimento morale all’opera prestata concedendo l’onoreficenza in una cerimonia pubblica, le occasioni sono molte: la festa dell’Arma, la Virgo Fidelis, la Festa della Repubblica e via dicendo: se, tra l’altro, le croci fossero coniate in Oro od Argento, come previsto dal Regio Decreto n° 358, verrebbe ancor più dato il giusto valore e maggior risalto a questa onorificenza, che d’altronde, lo ricordo, viene data solo a chi ha prestato decine di anni di servizio senza demerito; inoltre sarebbe giusto, anche perché previsto da una legge dello Stato, concederle ai militari, in servizio e non, che hanno avuto solo il decreto cartaceo.

Un plus per chi la concede, per chi l’appone e per chi la riceve, un piccolo sforzo per ridare lustro ad una importante decorazione che sta lentamente ed inesorabilmente perdendo di significato!

P.S.: ai funerali dei poveri militari vittime del dovere, caduti in Iraq, Afghanistan ecc. , le decorazioni di questi ragazzi vengono messe in evidenza sopra un cuscino. Purtroppo nella bara del povero Brigadiere Corbeddu, le sue decorazioni (Croce d’oro) era quasi nascosta sotto il berretto e non messa in evidenza su di un altro cuscino.

P.P.S.: prima di chiudere ho rivisitato il sito ufficiale dell’Arma dei Carabinieri, sia nelle News sia nei comunicati stampa non trovo niente sulla morte del Brigadiere Capo Paolo CORBEDDU, cerco nel sito e trovo l’encomio solenne che gli e stato attribuito in occasione della cattura di un pericoloso latitante. Della sua morte in servizio in maniera così tragica nel sito ufficiale dell’Arma non né esiste traccia. Il dolore per la perdita di un carissimo amico e sempre forte, la rabbia dopo aver visto quanto descritto e fortissima, ecco perché in questo momento non trovo la serenità per scrivere chi era Paolo Corbeddu e perché non bisogna dimenticarlo.

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