Caserta: frode assicurativa e corruzione in atti giudiziari, 20 misure cautelari

Caserta, 16 gen – In data odierna, nell’ambito di un’indagine coordinata dalla Procura della Repubblica di Napoli Nord che vede coinvolti un rilevante numero di indagati, i Carabinieri del Nucleo Investigativo del Comando Provinciale di Caserta hanno dato esecuzione ad un’ordinanza cautelare emessa dall’Ufficio GIP del Tribunale di Napoli Nord, nei confronti di 20 persone, di cui 8 con sottoposizione alla misura cautelare della custodia in carcere, 6 agli arresti domiciliari, 4 al divieto di dimora nella provincia di Caserta e 2 alla misura interdittiva del divieto di esercitare la professione di avvocato.

A tutte le persone, colpite dal provvedimento cautelare, è stato contestato il reato di associazione per delinquere finalizzata alle frodi consumate in danno di numerose compagnie assicurative, ad alcuni, anche il delitto di falsa testimonianza e di corruzione in atti giudiziari.

Le investigazioni hanno permesso di raccogliere numerosi indizi circa la sussistenza di un sodalizio criminale – attivo da diversi anni soprattutto nei comuni di San Marcellino, Villa di Briano e altri limitrofi – con base logistica in un locale di proprietà di una persona ritenuta essere uno dei capi dell’organizzazione. Il locale in questione era sede di un’agenzia di infortunistica stradale e di un’impresa di soccorso stradale esercitata in modo illegale.

In tale contesto, venivano sistematicamente ideati sinistri stradali del tutto inesistenti e concertati unicamente a tavolino.

l falsi incidenti stradali avevano come protagonisti quasi sempre le stesse persone – molte delle quali legate tra loro da vincoli di parentela con i vertici del sodalizio – utilizzate, di volta in volta, con diversi ruoli.

Le articolate attività d’indagine, sorte da iniziali dichiarazioni di alcuni collaboratori di giustizia, descrivendo il rapporto di contiguità e le interferenze con il mondo della criminalità organizzata, hanno consentito di disvelare il retroscena che sorreggeva l’impalcatura del sistema fraudolento.

Sono state, infatti, individuate le modalità di attuazione delle numerosi frodi assicurative, nonché il ruolo avuto da alcuni carrozzieri nella simulazione dei danni sui veicoli, la connivenza dei periti (taluni privi di abilitazione) nell’accertamento dei danni, l’opera dei falsi testimoni e i comportamenti di alcuni avvocati utilizzati dall’organizzazione per promuovere le cause civili di competenza del Giudice di Pace, innanzi al quale di volta in volta venivano citate in giudizio le malcapitate compagnie assicurative.

In altre circostanze, addirittura, gli stessi vertici dell’organizzazione, privi di titoli autorizzativi, hanno agito per transigere con il liquidatore in via stragiudiziale il risarcimento, qualificandosi col nome del falso danneggiato o dell’avvocato mandatario o del suo collaboratore di studio.

Le investigazioni hanno permesso di individuare, anche, due fantomatiche società utilizzate dai vertici dell’organizzazione per la produzione di falsi preventivi spesa e di false fatturazioni per un totale, calcolato nel periodo che ha interessato le indagini, di circa 250.000 euro.

Fra gli svariati episodi in cui gli indagati sono stati protagonisti, uno in particolare appare emblematico per illustrare l’attività fraudolenta. Un giovane, dopo aver riportato lesioni personali in modo accidentale ed essersi recato presso un ospedale della provincia, con relativa diagnosi, volendo lucrare sulla sua disgrazia, rivoltosi ai vertici dell’organizzazione, e su loro consiglio, si recava presso un altro nosocomio, riferendo ai sanitari di essere stato coinvolto in un sinistro stradale, con medesima diagnosi, ma diversa causa.

Per aggirare il sistema satellitare installato sui veicoli, veniva usato uno stratagemma semplice quanto efficace: si montavano sulla macchina che sarebbe stata incidentata dei pezzi di ricambio già danneggiati, successivamente, con una mazza di ferro veniva colpita l’autovettura in transito in maniera tale da far registrare il crash nei tempi e nel luogo desiderati.

L’indagine è manifestazione di un ben noto e diffuso fenomeno illecito, quello delle truffe assicurative, che, soprattutto nel nostro territorio, così gravemente incide, a danno dei cittadini, sull’ingiustificato innalzamento delle tariffe.

Per impedire la reiterazione dei reati e, soprattutto, il rischio di inquinamento del materiale probatorio in esso tuttora giacente, il locale adibito ad agenzia è stato sottoposto a sequestro.

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