Caserta, Carabinieri: Comandante di stazione spara alla nuca al vice e poi si suicida

Simone-MellaProcura militare: presunte irregolarità contabili. Comandante spara un colpo di pistola alla nuca del suo vice mentre questi era seduto. Napoli, 22 giu – Un colpo di pistola d’ordinanza esploso alla nuca del suo vice. È quanto appurato dagli accertamenti condotti dai carabinieri del Comando provinciale di Caserta in merito all’omicidio-suicidio verificatosi ieri mattina all’interno della stazione dei carabinieri di Mignano Monte Lungo nel Casertano. Le indagini, che sono state coordinate dalla Procura militare della Repubblica presso il Tribunale militare di Napoli, hanno appurato che il comandante della stazione, luogotenente Angelo Simone, ha colpito il maresciallo capo Tommasino Mella mentre quest’ultimo era seduto alla propria postazione di lavoro in ufficio. Subito dopo, si legge in una nota della Procura militare, il comandante Simone ha rivolto l’arma contro se stesso esplodendo un colpo di pistola alla tempia. Entrambi sono deceduti all’istante. “Quanto alle motivazioni, gli elementi emersi, allo stato, inducono a ritenere che si sia trattato di un delitto – sottolinea il procuratore militare della Repubblica Lucio Molinari – maturato per motivi riconducibili a presunte irregolarità nella gestione amministrativa della stazione rilevate dal vice comandante in ordine alle quali era già stata informata la Procura militare”.

Profonda amarezza dei colleghi

“Resta una profonda amarezza tra i colleghi dei due marescialli morti a Mignano”. Esordisce cosi’ una nota del Comando Legione Carabinieri della Campania, diramata dopo l’omicidio-suicidio nella Caserma dell’Arma. “In tutti c’è una priorità comune – continua la nota – stare vicino alla due famiglie e dare il massimo conforto e sostegno ai congiunti delle vittime”. “E’ stata un tragedia, in un reparto dove si lavorava in armonia, senza evidenti incomprensioni – si legge ancora – le inchieste amministrativa e giudiziaria in corso, in merito alle presunte lievi irregolarità nella gestione dei carbo-lubrificanti, rientrano nella consueta attività di controllo effettuate in tutti i reparti, spesso solo per verificare l’attuazione di procedure. Ciò mai poteva portare a presagire un evento così grave, spiegabile solo come gesto inconsulto, frutto di un momentaneo sconforto causato forse anche da un malinteso segno di dignità”. Ora c’è tristezza in tutti i colleghi con il forte desiderio di tutelare la riservatezza delle famiglie, rispettandone con il silenzio il grande dolore. E’ il modo migliore per evitare altre sofferenze.

Comandante provinciale: un gesto folle

”Un gesto folle che non ha alcuna giustificazione”: così il colonnello Crescenzio Nardone, comandante provinciale dei carabinieri di Caserta, torna sulla sparatoria nella stazione dell’Arma di Mignano Montelungo. ”Il comandante di stazione – ricostruisce Nardone – era preoccupato riguardo a delle verifiche su un presunto ammanco nella contabilità carburanti su cui erano in corso accertamenti amministrativi da parte dell’Arma e dei quali accertamenti era stata informata anche l’autorità giudiziaria militare”. ”Il vice comandante di stazione – prosegue Nardone – per primo ha segnalato delle presunte irregolarità nella tenuta di documenti amministrativi e quindi, verosimilmente, all’origine di questo gesto folle ci deve essere stato un malinteso senso della dignità” da parte del comandante di stazione. ”I primi accertamenti effettuati, comunque – precisa il colonnello – avevano già escluso responsabilità rispetto all’episodio dell’ammanco da parte dello stesso comandante di stazione”. Quest’ultimo, è stato stabilito, ha sparato due colpi con la pistola d’ordinanza: ”un solo colpo ha ucciso il suo vice e un altro con cui si è suicidato”.

Il sindaco di Mignano: una tragedia che colpisce l’intero territorio

“Una tragedia che colpisce non solo il comune di Mignano ma l’intero territorio. Perdiamo due servitori dello Stato eccellenti”. Così il sindaco di Mignano Monte Lungo (Caserta), Antonio Verdone, commenta la sparatoria avvenuta ieri nella caserma dei carabinieri e nella quale hanno perso la vita due militari. Il primo cittadino ha fatto sapere che sarà al fianco delle famiglie delle vittime, così come tutta l’Amministrazione, e che molto probabilmente verrà dichiarato un giorno di lutto cittadino. La sparatoria è avvenuta in mattinata, e da quanto ricostruito finora, all’interno della Caserma, tra due carabinieri sarebbe nata una discussione sfociata improvvisamente in uno scontro e nell’uso delle armi d’ordinanza. Le vittime sono lo stesso comandante della Caserma, il Maresciallo Angelo Simone, 51enne residente ad Alvignano (Caserta), e il suo vice Tommaso Mella, 40enne residente a Sora (Frosinone). I primi a raggiungere il luogo della tragedia dopo l’immediata segnalazione, sono stati i Carabinieri del reparto operativo di Caserta, seguiti da un pm della Procura di Cassino e naturalmente i parenti delle vittime, subito avvisati.

La gente di Mignano si divide, ma la maggioranza non ha dubbi su Tommaso Mella

omicidio-suicidio-ccSi divide la gente di Mignano Montelungo, 3 mila 500 abitanti, nell’alto Casertano. Ma la grande maggioranza non ha dubbi sulla figura del maresciallo Tommaso Mella, 40 anni, vicecomandante della Stazione dei carabinieri, ucciso con un colpo di pistola dal comandante, Angelo Simone, 52 anni, che aveva denunciato ai superiori per presunte irregolarità nella contabilità dei carburanti, e che si è suicidato con un colpo di pistola subito dopo. Amici, conoscenti, amministratori locali, parlano del più giovane dei carabinieri come di un esempio di professionalità. ”Gli piaceva essere operativo – racconta Lorenzo, ex compagno di scuola – era un ragazzo di cuore, che conosceva l’ amicizia ma, se necessario, sapeva bastonare”. ”C’ era una differenza di capacità tra i due”, dice un ex assessore del Comune di Mignano Montelungo, che aveva collaborato con entrambi i militari. Con un passato di missioni all’estero, in Kosovo ed in Afghanistan, un passato a Grumo Nevano, nell’ entroterra di Napoli, Tommaso Mella, sposato e padre di una figlia di 12 anni, si sentiva ormai a disagio – secondo quanto riferiscono gli amici – a Mignano Montelungo. Secondo gli amici – ma il particolare è stato smentito dal comandante dei carabinieri di Caserta – aveva chiesto il trasferimento. Con il comandante della Stazione Angelo Simone, descritto come autoritario e non da tutti benvoluto, erano sorti dei dissidi. Ad esasperarli, la segnalazione di Mella ai superiori per presunte irregolarità contabili del maresciallo Simone. Il comandante dei carabinieri di Caserta, colonnello Crescenzio Nardone, parla di ”ammanco di lievissima entità”, ma il dissidio tra i due doveva essere profondo. Una coppia di coniugi, che si schiera invece dalla parte del comandante della Stazione, racconta di aver incontrato ieri sera il maresciallo Simone e di averlo visto abbattuto. L’ uomo, separato e padre di due figli, di 21 ed 11 anni, forse aveva già pianificato quello che l’ Arma dei carabinieri ha definito ”un gesto folle senza alcuna giustificazione”. L’ Arma ha smentito con forza anche l’ ipotesi di un movente passionale, pista investigativa accreditata subito dopo l’omicidio-suicidio proprio da fonti interne. In una villetta proprio accanto alla Stazione dei carabinieri, in via Piante, trova rifugio da amici la moglie del maresciallo Mella, assistita da uno psicologo. Anche lei – riferiscono testimoni ai giornalisti – appresa la notizia della tragedia ha fatto riferimento ai contrasti tra il marito ed il superiore. ”Dobbiamo pensare alla tragedia di due famiglie – dice ai giornalisti il colonnello Nardone – e dobbiamo proteggerle da possibili gesti morbosi”. ”E’ una tragedia che non trova spiegazioni – dicono i sindaci di San Pietro in Finis, Giuseppe Vecchiarino e di Mignano Montelungo, Antonio Verdone – che resterà nella memoria della nostra comunità”. Ma possibili spiegazioni, mescolate agli attestati di stima per Tommaso Mella, ”amico di tutti”, vengono avanzate dalla gente del posto, che quei due carabinieri li incontrava ogni giorno. ”Mi dicono che parlo troppo – dice ai giornalisti un amico del vicecomandante con le lacrime agli occhi – ma io parlo e parlerò ”.

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