Carabinieri, Venezia: bloccata un’organizzazione dedita alla commercializzazione illegale di prodotti ittici

carabinieri-venezia-vongoleVenezia, 10 feb – Con l’imposizione dell’obbligo di dimora e il divieto di allontanarsi da casa dalle ore 23.00 alle 07.00, i Giudici hanno sostanzialmente bloccato le attività illegali di una consorteria di pescatori la cui principale attività era la commercializzazione illegale di prodotti ittici lagunari.
In particolare, il Nucleo Natanti Carabinieri di Venezia in esito ad articolata e prolungata attività d’indagine nel settore della pesca abusiva di molluschi in laguna, ha eseguito ieri mattina quattro ordinanze emesse dal Tribunale del Riesame di Venezia, con cui viene disposto l’obbligo di dimora con divieto di allontanarsi dall’abitazione in orari notturni nei confronti di altrettanti pescatori di Chioggia. Le indagini, coordinate dal dott. Giorgio Gava della Procura di Venezia, avviate nel dicembre 2008 dall’analisi della documentazione prodotta dai pescatori (oltre 3000 tra DDR e attestazioni di controllo GRAL) che dichiaravano di aver raccolto molluschi nelle aree di libera raccolta, hanno portato a individuare una cooperativa di pescatori, la Monaro Tapes di Chioggia, composta da, MONARO Lindo, MONARO Giorgio, MONARO Davide, TIOZZO Sabrino “Compini”, tutti con numerosi precedenti specifici, che, dichiarando falsamente nella documentazione sanitaria e  nelle attestazioni di controllo al GRAL di aver pescato il prodotto ittico in regime di libera raccolta, commercializzavano tonnellate di vongole in realtà provenienti da altre aree. Infatti, dal controllo incrociato della documentazione citata, con le risultanze dei servizi di osservazione effettuati in laguna in diversi periodi di tempo, e quanto emerso dalle indagini di natura tecnica, si è potuto accertare che gli stessi, dichiaravano quotidianamente di aver pescato circa 50 kg ciascuno di molluschi in aree consentite. In realtà, dagli ulteriori approfondimenti investigativi estesi fino al momento di costituzione della citata società cooperativa (dall’aprile 2008), sono emersi gravi elementi indiziari che il volume complessivo di prodotto ittico immesso sul mercato fraudolentemente in quanto proveniente da aree inibite alla pesca, abbia superato le 53 tonnellate (per un valore commerciale al consumatore intorno ai 400.000 euro), tutto prodotto che invece è stato dichiarato provenire da un’area di libera raccolta ove risultavano gli unici soggetti a pescare. Il comportamento fraudolento dei quattro era diventato così ripetuto e spavaldo che, nel corso delle indagini, è emerso che dichiaravano di aver pescato anche nei giorni in cui taluno di loro in realtà, si trovava all’estero in ferie. In esecuzione delle disposizioni dell’A.G. procedente, si è proceduto inoltre, alla perquisizione degli indagati e delle rispettive dimore (ove sono stati raccolti ulteriori elementi utili) e al sequestro delle imbarcazioni e attrezzature impiegate (del valore di 350.000 euro). In tale occasione i quattro sono stati sorpresi al rientro da una battuta di pesca con 200 kg di vongole sprovviste di documentazione sanitaria in relazione alle quali è stata elevata la relativa contravvenzione amministrativa e si è proceduto al sequestro. Le indagini hanno consentito di procedere nei loro confronti per associazione per delinquere finalizzata alla frode continuata nell’esercizio del commercio dei molluschi bivalvi mediante falsità ideologica commessa dal privato in atto pubblico e danneggiamento aggravato dei fondali lagunari – artt. 416, 81, 483, 515 e 635 c.p.). Proprio in relazione alla gravità dei fatti contestati è stato possibile richiedere e ottenere l’emissione delle ordinanze cautelari cui è stata data esecuzione ieri.

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