Carabinieri: sparatoria in caserma. Morti il comandante, la moglie e un altro militare

zingale-addarioRovigo, 1 ott – Due carabinieri e una donna sono morti in una sparatoria nella caserma dell’Arma di Porto Viro. Secondo quanto si è appreso, le vittime sarebbero il comandante della stazione, sua moglie e un altro carabiniere.

Secondo le prime (frammentarie) notizie, un Appuntato dei carabinieri ha ucciso a colpi di arma da fuoco il proprio comandante, il Luogotenente Antonino Zingale, 49 anni di origini messinesi, e la mogie, poi ha rivolto l’arma verso se stesso e si è suicidato. E’ avvenuto all’interno della caserma. Ancora da chiarire i motivi del gesto. La scientifica dell’Arma sta anche accertando quanti colpi sono stati esplosi in totale.

Il comandante provinciale: gesto di follia

”Un attimo di follia”. Così il tenente colonnello Enrico Marzonetto, comandante facente funzioni di Rovigo, definisce l’omicidio-suicidio avvenuto nella caserma. ”Un gesto folle e isolato – prosegue – che non ha alcuna giustificazione. E’ una tragedia, l’intento e la priorità comune di tutti i colleghi è stare vicino alle due famiglie e dare il massimo conforto e sostegno ai congiunti delle vittime”.

Il sindaco: comandante benvoluto da tutti

”Ero già sindaco, 21 anni fa, quando Antonino Zingale diventò il comandante della stazione Carabinieri e in questi anni avevo consolidato con lui un rapporto di stima, trasparenza e collaborazione”. E’ ancora stupefatto per quanto accaduto il sindaco di Porto Viro, Geremia Giuseppe Gennari. La notizia della morte del comandante, di sua moglie e di un militare della caserma ha fatto in brevissimo tempo il giro della città polesana, suscitando stupore e sgomento. ”Era sempre presente – ricorda il sindaco – negli incontri istituzionali e non”. Un comandante, aggiunge, ”benvoluto dalla popolazione”.

Giallo sui motivi, esclusa causa passionale

La sparatoria, secondo le prime voci tutte da confermare, è avvenuta nel cortile della caserma dove il maresciallo Antonino Zingale stava lavando la macchina. Ad un certo punto e’ sopraggiunto un appuntato che ha puntato la pistola sul comandante della stazione e lo ha ucciso. Gli spari hanno attirato l’attenzione della moglie del comandante che stava in casa ed è accorsa nel cortile. L’omicida a quel punto ha rivolto la pistola alla donna e l’ha colpita a morte a sua volta. Quindi, sempre con la stessa pistola, si è suicidato. Questi i fatti secondo le prime testimonianze. Completamente oscure le cause del raptus omicida: si tende ad escludere una storia passionale, si parla esclusivamente di momento di follia, come ha evidenziato il comandante provinciale dei carabinieri (facente funzione) di Rovigo Enrico Mazzonetto.

Davanti alla caserma una folla: quasi tutti i cittadini di Porto Viro vogliono sapere cosa è successo. Antonino Zingale, comandante dal 1991 era conosciuto e stimato, era stato al centro di una brutta storia in cui veniva accusato di violenza sessuale, storia per la quale era stato pienamente scagionato di recente. Conosciuto anche l’appuntato omicida che stamattina era stato visto in giro per commissioni nella cittadina in un clima di serenità che non faceva certo presagire a una tragedia.

Secondo notizie fornite dal sindaco di Porto Viro, Germia Giuseppe Gennari, l’appuntato omicida si chiamava Renato Addario, 50 anni, la moglie del comandante Antonino Zingale, si chiamava Ginetta Giraldo, 49 anni, padovana di Arzergrande. La caserma è attualmente chiusa, nessuno può entrare a parte gli inquirenti. Fuori, tra la folla incredula, anche il sindaco Gennari.

”Approfondiremo cosa ha potuto determinare un simile lutto”, ha detto il gen. di brigata Sabino Cavaliere, comandante dei carabinieri del Veneto, aggiungendo che ”nulla lasciava presagire una simile tragedia”. Erano due stimati militari dentro e fuori la caserma. Non sa dare un perchè nemmeno il sindaco di Porto Viro, Geremia Gennari, secondo il quale quello che è accaduto ”è una tragedia immane, un tornado. Siamo sbigottiti e non crediamo a quello che è successo. Ho sempre un visto un clima sereno, cameratesco in caserma e mai un segnale di qualche disagio”. A Porto Viro, un comune di poco piu’ di 14.000 abitanti, il terzo per importanza del Polesine, a una trentina di chilometri dal capoluogo, molti non nascondono che c’era segni di una sorta di ruggine nei rapporti tra i due. Nessuno, però, si sarebbe mai aspettato un epilogo così tragico. Il maresciallo Zingale, da 21 al comando della stazione dell’Arma, era in licenza da alcuni giorni, pare per un lutto in famiglia (sembra per la morte del suocero) e avrebbe preso servizio tra un paio di giorni. Nel passato era stato coinvolto in una vicenda di molestie legata a presunti tentativi di baci denunciati da una donna che però si è conclusa con la piena assoluzione ”perchè il fatto non sussiste”. Viveva con la moglie in un appartamento sopra la caserma e la coppia aveva due figli: Simone, 21, che studia presso il corso di laurea di radiologia, e Alice, 26, che invece lavora come commessa di un supermercato di Porto Viro. L’appuntato abitava accanto la caserma, era sposato ed aveva un figlio di 12 anni. Due famiglie ora nel lutto chiuse a chiedersi il perchè di questa follia. Una risposta forse potrebbe arrivare scavando a fondo nei rapporti tra i due colleghi di lavoro. Nessuno a porto Viro si ha ricordo di un fatto di cronaca di questo genere in paese e nell’area vicina. Per tutta la giornata decine di persone si sono accalcate nella piazza prospiciente la caserma, delimitata da un cordone di sicurezza e presidiata dai militari dell’Arma che hanno tenuto per tutto il pomeriggio discretamente lontano i curiosi.


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