Carabinieri, Prato: blitz contro la mafia cinese

carabinieri-manette19 arresti a “Chinatown” spaccio, estorsioni, violenze, associazione di stampo mafioso. Prato, 6 dic – Diciannove ordinanze di custodia cautelare, di cui 16 eseguite, tutte a Prato tranne due, portate a termine a Treviso. E’ il risultato dell’operazione “Satana”, condotta dai carabinieri della città toscana contro una presunta organizzazione criminale cinese. L’accusa è di associazione a delinquere di stampo mafioso. Le indagini sono partite nell’estate 2009 da una serie di estorsioni e rapine. Il blitz è scattato nella notte tra sabato e domenica: circa 70 carabinieri del comando provinciale di Prato con l’aiuto dei militari del sesto Battaglione Toscana e di Montebelluna, hanno eseguito 16 delle 19 ordinanze di custodia cautelare in carcere emesse dal gip del Tribunale di Firenze su proposta della Dda del capoluogo toscano. I destinatari delle ordinanze sono tutti cinesi e i reati contestati, legati dal vincolo di associazione di tipo mafioso sono: rapine, estorsioni, usura, esercizio abusivo dell’attivita’ finanziaria, sequestro di persona a scopo di estorsione, spaccio di sostanze stupefacenti.

I militari hanno scoperto una vera e propria associazione di tipo mafioso, costituita da un gruppo di cinesi domiciliati a Prato, originari dello Zhejiang e del Fujian. Una cinquantina fra affiliati, gregari e fiancheggiatori, riuniti in una banda armata che, con rapine, estorsioni, usura, sequestri, spaccio era arrivata a controllare nella comunità cinese di Prato sia le attività commerciali regolari sia quelle sommerse. Al vertice dell’associazione ci sarebbe un 35enne, conosciuto come “Anu”. Alle sue dipendenze, i due luogotenenti Agen e Xigei, mentre una donna, Anian, aveva il ruolo di contabile e teneva il quaderno dei conti con le uscite e le entrate della bisca, i prestiti e gli scadenzari dei debiti. Gli altri affiliati erano gregari con compiti di manovalanza, che facevano pagare il “pizzo” a Chinatown, e reagivano con minacce e violenza contro chi sgarrava. Il boss aveva anche stretto accordi per spartirsi il territorio con altre bande. E’ la prima volta che in inchieste sui cinesi a Prato vengono applicate misure cautelari che contengono l’associazione a delinquere di stampo mafioso. (Adnkronos)

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