Carabinieri: domiciliari al giovane accusato di aver preso a bastonate il carabiniere Antonio Santarelli, morto dopo un anno di coma

santarelliGrosseto, 10 set – Il gip di Grosseto ha concesso gli arresti domiciliari, presso la comunità Exodus in Lombardia, a Matteo Gorelli, 20 anni, unico maggiorenne tra i quattro giovani che aggredirono due carabinieri durante un posto di blocco nei pressi di Sorano (Grosseto), nelle vicinanze di un rave party, il 25 aprile 2011.

Uno dei militari, l’appuntato Antonio Santarelli(nella foto), 44 anni, per le gravissime lesioni cerebrali subite, entrò in coma ed è morto, senza essersi mai ripreso, l’11 maggio scorso. Ferito gravemente il collega, Domenico Marino, 34 anni. Il gip, come pubblicato ieri dal Tirreno, ha firmato il provvedimento che consente a Gorelli di lasciare il carcere di Grosseto, dove è rinchiuso dal giorno dell’aggressione, per essere trasferito nella comunità. L’istanza di conversione della misura cautelare è stata presentata dai difensori del giovane, gli avvocati Luca Tafi e Francesco Paolo Giambrone il quale oggi ha spiegato che dall’inizio della carcerazione non era mai stata fatta richiesta di arresti domiciliari per il ventenne che da tempo ”ha iniziato un percorso di recupero di sè” e ”il cui dolore per quanto accaduto non è mai cessato e si è acuito” con la morte di Santarelli. Il pm aveva dato parere favorevole all’istanza per gli arresti domiciliari.

Appresa la notizia, Claudia Francardi, la vedova del carabiniere, ha detto al quotidiano “Il Tirreno”: “credo solo che per quanto ne so io la giustizia in Italia quando ha a che fare con un giovane come Matteo punti al recupero. Io questo riesco anche a capirlo, ma continuo a domandarmi chi pensi ad Antonio”. “Speravo – ha aggiunto la donna – che lo mandassero a fare servizio in una clinica come quella dove è stato ricoverato mio marito per un anno, per vedere con i suoi occhi quello che aveva fatto. Dopo il processo e dopo la condanna mi auguro che Matteo rientri in carcere”.

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