Carabinieri: Del Sette accusato di favorire le manovre del Cocer in abuso d’ufficio per trasferimenti di ufficiali

La Procura di Sassari ha mandato gli atti a Roma, che ha già chiesto l’archiviazione

Roma, 16 nov (di Marco Lillo – Il Fatto Quotidiano) C’è una seconda indagine sul comandante dei Carabinieri Tullio Del Sette. A marzo è stato iscritto sul registro degli indagati della Procura di Sassari (che ha subito trasmesso le carte a Roma) per abuso d’ufficio in relazione a tre trasferimenti di ufficiali dei Carabinieri in Sardegna invisi agli organi di rappresentanza dei carabinieri, il Cobar e il Cocer, e anche di omissione di atti d’ufficio per non avere avviato un procedimento disciplinare contro i delegati Cobar che avrebbero, nell’ipotesi accusatoria iniziale sassarese, esondato dalle proprie competenze.

Ipotesi sassarese perché dopo una veloce rassegna delle carte chieste dai pm romani al Comando Generale, la Procura di Roma ha chiesto l’archiviazione dello stesso Comandante Generale e dei due coindagati: il comandante della Regione Sardegna fino a maggio 2016, Antonio Bacile e il delegato CoCer, Gianni Pitzianti.

Il pm Francesco Dall’Olio ha firmato (e l’aggiunto Paolo Ielo ha vistato) la richiesta di archiviazione il 6 ottobre, appena 4 giorni dopo la consegna delle carte sui trasferimenti incriminati. A consegnare le carte sui tre trasferimenti in Procura a Roma è stato il Capo di Stato Maggiore Gaetano Maruccia, testimone chiave anche nell’inchiesta Consip su Del Sette.

Lo schema è simile a quello Consip. Ci sono dei Carabinieri che, con un certo coraggio, scrivono nelle informative ai pm (non romani) che per loro ci sarebbero i reati. C’è una Procura diversa da Roma che crede alla pista imboccata dai sottoposti di Del Sette.

L’indagine di Napoli va avanti nel segreto. Questa di Sassari è stata stoppata appena ha passato il mare.

La Procura di Roma ha chiesto l’archiviazione di Del Sette da entrambi i reati senza nemmeno svolgere le indagini che i Carabinieri della Compagnia di Porto Torres avevano chiesto di fare una settimana prima del trasferimento per competenza territoriale a Roma, nell’informativa del 20 marzo.

La situazione è paradossale: i carabinieri chiedono di sequestrare le carte del loro Comando Generale e di sentire una decina di ufficiali per trovare i colpevoli. I pm di Roma non sequestrano e non sentono nessuno. Si limitano a chiedere le carte gentilmente al Comando dell’indagato Del Sette. Le leggono e non trovando nelle stesse un atto contrario ai doveri d’ufficio né la prova del dolo o di un’omissione, archiviano.

I tre indagati sono iscritti per abuso e omissione d’ufficio in concorso perché nelle carte per i pm sassaresi c’è la fotografia di un corpo in balia dei CoBaR (Consigli di Base di Rappresentanza) e del Cocer (Consiglio Centrale di Rappresentanza) dei Carabinieri.

I due generali e l’appuntato Pitzianti sono infatti indagati dai pm di Sassari per tre trasferimenti di ufficiali.

Tutto inizia nella profonda provincia sassarese nel 2015. Nella compagnia di Bonorva si determina una tensione tra il personale del nucleo radiomobile da un lato e il duo formato dal comandante della compagnia Francesco Giola, 40 anni, con il capo del nucleo operativo, Antonello Dore, 53 anni.

Il personale è accusato dai due capi di mancanze sull’abbigliamento e di voler fare un po’ il proprio comodo invece che l’interesse operativo dell’Arma nella scelta dei turni.

Il pezzo grosso del Cocer, l’appuntato Gianni Pitzianti, 50 anni, si schiera con la truppa.

Il colonnello Giovanni Adamo, 50 anni, comandante provinciale di Sassari, si schiera con i due ufficiali. Risultato: il comandante Del Sette trasferisce i tre “capi” regalando al “sindacato” una vittoria
umiliante sulla gerarchia intermedia.

Sullo sfondo c’è il rapporto Del Sette-Cocer. Grazie al Governo Gentiloni, sono stati prorogati a inizio 2017, dopo il Comandante Del Sette anche gli organi di rappresentanza di tutte le forze armate. Il Cocer prorogato e il Comandante prorogato hanno prorogato così il loro idillio.

Il pm di Sassari Giovanni Porcheddu scrive il 27 marzo 2017 nella lettera di trasmissione delle carte a Roma: «le indagini svolte sino a questo momento hanno fatto emergere come il trasferimento (dei tre ufficiali, Ndr) venne deciso a seguito di una indebita intromissione nella scelta di esclusiva competenza dei vertici dell’Arma dei Carabinieri da parte del COBAR Sardegna».

Il Cobar non dovrebbe intromettersi nelle nomine secondo l’ordinamento militare.

Eppure «Cobar e Cocer si sono occupati in maniera continuativa di temi ed argomenti che gli sono espressamente preclusi e vietati dalla normativa senza tuttavia, che i vertici regionale e nazionale dei Carabinieri abbiano mai impedito o censurato tali condotte». Di qui l’omissione. Nella lettera controfirmata dal procuratore capo Gianni Caria, il pm sassarese scrive «non sono stati neanche avviati i procedimenti disciplinari d’ufficio a carico dei responsabili».

L’informativa dei Carabinieri di Porto Torres del 20 marzo si conclude così: «Gli accertamenti sino ad ora condotti hanno consentito di documentare il concreto fumus dei reati». Per individuare i colpevoli il comandante Romolo Mastrolia chiedeva alla Procura di sentire una decina di ufficiali, tra i quali spicca il colonnello Adamo, persona offesa. Inoltre chiedeva di sequestrare (non chiedere) le carte relative ai trasferimenti al Comando Generale e al Cocer.

Il pm Dall’Olio non ha sentito nessuno. Non ha sequestrato nulla. L’abuso d’ufficio per lui non ci sarebbe stato perché, per configurarlo ci vuole un atto vero e proprio e nella pratica consegnata dal Comando Generale un atto di pressione del CoBaR o CoCer non c’è. Inoltre non è provato il dolo.

Sarà ora il gip a decidere se questa storia merita un’inchiesta più approfondita.

Sommario
Carabinieri: Del Sette accusato di favorire le manovre del Cocer in abuso d’ufficio per trasferimenti di ufficiali
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Carabinieri: Del Sette accusato di favorire le manovre del Cocer in abuso d’ufficio per trasferimenti di ufficiali
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3 Commenti

  1. Giovanni Fantasia dice

    Il fatto che il Comandante Generale intrallazzi con gli organi della rappresentanza non può essere provato in alcun modo, del resto sarebbero dei fessi se producessero o addirittura lasciassero in circolazione dei documenti (lettere, e-mail e quant’altro) che potessero provare ciò. A questo punto, il trasferimento del personale è una prerogativa esclusiva del Comando e non deve nemmeno essere giustificata o motivata; poi io non conosco la durata della permanenza dei singoli soggetti trasferiti ma se il trasferimento è avvenuto dopo almeno un anno di permanenza nel precedente incarico, si tratta di provvedimento fisiologico.

    1. Eduardo Mandarano dice

      Sig. Ministro Della Difesa e sospendere dal servizio il Com. Generale Dal Sette, a seguito dei reati contestati noo? Ricordiamo che due Carabinieri sono stati sospesi dal Comando generale per Violenza sessuale con una velocità incredibile, ancor prima di un rinvio a giudizio e di una sentenza di condanna. Uguaglianza e/0 disuguaglianza?

  2. Vincenzo dice

    Non vorrei crederci che ancora oggi si possa parlare delle Rappresenze militari! Nel lontano maggio del 1982 rassegnai le mie dimissioni dal Cobar Dipartimento MM Jonico e dopo appena 15 giorni seguì il trasferimento presso altro Comando! Fu tutto regolare e non vi era nulla da dire, considerato che ero un normalissimo Capo 1^ cl. scelto! La prima domanda di dimissioni fu respinta; si accettò la seconda, avendo capito che ero fermamente deciso a non entrare nel ! Infatti non era possibile assolvere ai compiti che la normativa prevedeva; avevo possibilità di arrivare al Cocer, visto che avevo ottenuto una percentuale di preferenze quasi pari a 100! Subito dopo fu istituito il ; ma nella sostanza nulla si poteva dire e fare per il vero benessere del personale limitatamente alle caserme e nella vita esterna! Sono sempre stato contrario ad assimilare la al , cosa che era ed è alquanto degradante per chi ha volontariamente scelto di servire la Patria in divisa! Da Pensionato, nel 1996 feci parte del direttivo As.So.Di.Pro. con mansioni giuridiche ed amministrative, pur proveniente da specializzazione diversa quali sono le Telecomunicazioni (Segnalatore/Telegrafonista: S/Tgf, categoria eliminata negli anni 70)! Ho avuto modo di poter constatare, con grande amarezza, la squallida opera delle Rappresentanze, tanto che ancora oggi, almeno per la MMI e penso anche per gli altri Corpi, la PPO viene quantificata con un generico aumento del 10 per cento anche a coloro che hanno avuto il riconoscimento dopo ben oltre 40anni di servizio, ossia secondo il disposto del comma 4, art.67 del T.U. 1092/73! La perequazione automatica della I.I.S. non viene affatto quantificata, poichè stranamente considerata “congelata”; per molti anziani viene considerata , non tenendo conto del disposto dell’art.2 della legge 335/1992, come modificato dalla legge 27 dicembre 1997, n.449, art.59. comma 36; alla data del congedo la mia anziantà era di ben 45 anni di servizio! Ho dovuto subire anche la beffa da un assurdo giudizio della C.Conti di Bari! Da diversi anni sono fuori dall’Associazione succitata e non ho alcuna fiducia in chi ha saputo fare solo personali interessi!

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