Carabinieri arrestati ad Oristano: l’ufficiale nega le accuse davanti al GIP

Rene-BiancheriOristano, 6 feb. – Ha rigettato molte delle accuse che sono state formulate contro di lui il comandante della compagnia dei carabinieri di Mogoro (Oristano) Renè Biancheri, arrestato sabato scorso per reati che vanno dalla truffa ai danni dello Stato, al peculato e al falso. L’ufficiale è finito in cella con l’accusa di aver ceduto a pagamento ad agenzie di investigazione private diverse informazioni frutto di indagini non autorizzate.

Il capitano Biancheri è stato interrogato questa mattina nel Palazzo di giustizia di Oristano dal giudice delle indagini preliminari Annie Cecile Pinello, alla presenza del sostituto procuratore della Repubblica Diana Lecca e del difensore, l’avvocato Gianfranco Siuni, il quale ha chiesto la scarcerazione dell’ufficiale ora sospeso dal comando. Biancheri ha manifestato la volontà di collaborare con gli inquirenti e ha sostenuto di essere all’oscuro di attività investigative svolte per conto di agenzie private e che avrebbero avuto quali protagonisti alcuni suoi sottufficiali.

Al giudice, infine, ha detto di non conoscere neppure alcuni degli operatori privati coinvolti nell’inchiesta. Il militare ha ammesso, invece, l’uso di mezzi dell’Arma a fini privati e in particolare per trasferimenti all’aeroporto di Cagliari. In precedenza il giudice Pinello aveva sentito anche Gian Marco Fadda, titolare di una delle agenzie investigative private, coinvolte nell’inchiesta. Fadda si sarebbe limitato ad ammettere di aver avuto contatti coi militari arrestati. (AGI)

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