Carabiniere ucciso a Lodi: il Cocer avvisò del pericolo il vertice dell’Arma

carabiniere-ucciso-lodiMonta la polemica tra le forze dell’ordine. Roma, 4 nov – “Il servizio di carabiniere di quartiere sia assicurato da almeno due militari”, per garantire la massima tutela. Era quanto chiedeva con un’apposita delibera , fin dal 2009 il Consiglio di Base di rappresentanza del Veneto, a cui seguì un analogo sollecito rivolto al Comandante Generale dell’Arma dal Cocer. Il motivo di tanta preoccupazione viene spiegato nella delibera dei Rappresentanti dei militari: “La Polizia di Stato ha ritenuto doveroso fin dall’inizio garantire la sicurezza dei propri agenti disponendo che il servizio venisse svolto da due persone” proprio in considerazione del “continuo aumento dei reati predatori” e dei “gravissimi episodi di violenza e/o di aggressività anche contro le FF.OO. riprese con sempre maggiore frequenza anche dagli organi di informazione e dalla stampa nazionale”. La delibera dei carabinieri del Veneto concludeva chiedendo una “rivisitazione delle disposizioni che regolano il servizio di carabiniere di quartiere” in modo da prevedere che il servizio sia effettuato da “almeno due militari”.

giovanni-saliL’Appuntato Giovanni SaliIl Cocer, dal canto suo, con propria delibera firmata dal generale Raggetti, dopo non aver ricevuto alcuna risposta dai vertici dell’Arma, riproponeva la questione chiedendo “per quale motivo detto servizio (il carabiniere di quartiere, ndr) debba essere svolto da un solo militare, mentre la Polizia di Stato lo disimpegna con due unità”.

Franco Maccari, del sindacato di Polizia COISP, si dice sconcertato dall’episodio dove ha perso la vita Giovanni Sali, carabiniere di quartiere in servizio a Lodi che era, appunto, “a piedi, da solo” e si scaglia “verso dei Rappresentanti Istituzionali incompetenti, arroganti, che giocano con la vita degli altri ed oggi sappiamo fino a che punto”.

«Probabilmente – continua Maccari – da questa sera stessa gli scienziati di turno cominceranno a dibattere di quanto sia assurdo che i militari, come la vittima trucidata oggi, svolgano servizio singolarmente, e non quantomeno in due, o forse no, considerato quanto in Italia si dà per scontato che gli Uomini e le Donne che indossano la divisa siano “schiavi” invece che “Servitori”, siano “sacrificabili” invece che “pronti al sacrificio”».

La polemica del sindacalista colpisce anche il governo: «Sappiamo – afferma – che i militari subiscono nella quasi totale sottomissione ogni scelta e decisione, anche quelle che sono palesemente dannose e sfavorevoli per loro stessi. Ma nel nostro caso, fortunatamente, non va così. A noi non mancano le parole e le iniziative, né la facoltà o il coraggio di usarle adeguatamente, e non lasceremo che si distrugga la poca stabilità che ancora consente al Comparto di stare in piedi nell’assordante silenzio generale, in attesa che si facciano funerali di Stato a colleghi trucidati senza pietà per colpa di professori che come ragionieri senza anima badano solo a far quadrare i conti… infischiandosene se lo fanno sulla nostra pelle».

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