Bologna, barista ucciso a Budrio. L’ex complice del ricercato: «Vi aiuto a trovarlo»

carabinieri-auto-560-ottBologna, 6 apr – «Sono disponibile a collaborare nelle ricerche di Igor Vaclavic, perché lo conosco bene e conosco i luoghi in cui bazzica». Ivan Pajdek, condannato ieri a 30 anni dalla Corte d’assise d’Appello di Bologna per l’omicidio del pensionato Pier Luigi Tartari, si è offerto di aiutare le forze dell’ordine nel rintracciare il militare dei Paesi dell’Est, ricercato in relazione all’assassinio di Davide Fabbri, il barista ucciso a Riccardina di Budrio, sabato scorso, da un rapinatore. Lo dice ad AdnKronos il suo avvocato Daniele Borgia.

«Pajdek – spiega l’avvocato – ha offerto la sua disponibilità a collaborare nelle ricerche di Vaclavic che aveva già indicato nel processo Tartari come suo complice. Conosce i luoghi dove si muove Vaclavic. Il mio assistito, del resto, ha sempre collaborato nel processo a carico dei suoi complici». Padjek e Igor Vaclavic appartenevano alla stessa banda ritenuta responsabile di una serie di rapine violente nell’estate del 2015.

Ieri, l’avvocato Eugenio Gallerani ha presentato alla Corte l’atto del processo, fissato il 13 luglio a Ferrara, proprio per le rapine compiute da Pajdek e Vaclavic, insieme a un altro complice. Padjek ha rivolto l’offerta di aiuto per rintracciare Vaclavic agli inquirenti durante l’udienza e l’ha rinnovata oggi, come conferma il suo avvocato, informando l’ufficio matricola del carcere di Modena.

Spetterà ora alla Procura di Bologna o di Ferrara decidere se sentirlo e avvalersi del suo aiuto.

«È pronto ad esser sentito dalla Procura – dice il legale – e mi ha riferito che, già un anno e mezzo fa, aveva dato la sua disponibilità per identificare Vaclavic nell’ambito della vicenda delle rapine. Una via, però, mai seguita dalla magistratura. Adesso che c’è stato l’omicidio di Budrio, il mio assistito ha spiegato ‘Rinnovo la mia disponibilità e spero che almeno questa volta venga qualcuno a sentire cosa ho da dire’. Se la Procura vuole ascoltarlo lui è disponibile».

Intanto i carabinieri continuano la caccia all’uomo per trovare il killer di Fabbri, esaminando anche le corrispondenze con fatti di sangue analoghi. Potrebbero esserci collegamenti, ad esempio, tra un delitto irrisolto, l’uccisione a Fosso Ghiaia di Ravenna il 30 dicembre 2015 del metronotte Salvatore Chianese, e l’omicidio di Fabbri. Le analogie fra i tre episodi sono al vaglio degli inquirenti come quelle con altre vicende simili. Un punto in comune tra i due delitti è l’arma: un fucile da caccia caricato a pallettoni.

Sui due casi si procede separatamente a carico di ignoti. Intanto si attende di sapere a chi corrisponde il profilo genetico estrapolato dai Ris dal sangue trovato all’esterno del locale di Fabbri da cui l’omicida era fuggito dopo esser stato ferito dal barista durante una colluttazione nel retrobottega. Se dovesse corrispondere a Vaclavic forse l’offerta di Pajdek di collaborazione nella caccia al killer acquisterebbe un diverso valore.

Gli uomini dell’Arma fanno sapere che «sono in corso di svolgimento da parte del Reparto Carabinieri Investigazioni Scientifiche di Parma gli accertamenti biologici sulle tracce ematiche rilevate sulla scena del crimine. Dai primi risultati è emersa la presenza di sangue appartenente a due persone diverse: una identificata nella vittima e l’altra allo stato sconosciuta. Nei prossimi giorni proseguiranno gli accertamenti attraverso il confronto del profilo genetico del DNA rilevato con quelli presenti nelle banche dati esistenti per cercare di individuare l’identità della seconda persona».(AdnKronos)

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