Avellino: la Forestale sequestra un elettrodotto di 18 Km a forte impatto ambientale

elettrodotto-avellinoL’impianto sarebbe stato realizzato in difetto delle autorizzazioni paesaggistico-ambiantiali sulla rete di migrazione della fauna selvatica. Avellino, 4 nov – «In data odierna personale del Corpo Forestale dello Stato N.I.P.A.F. di Avellino e della Sezione P.G. -Aliquota C.F.S. di questo Ufficio – si legge in una nota della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Avellino – ha dato esecuzione al provvedimento di sequestro preventivo d’urgenza di un elettrodotto aereo a 150 KV con sviluppo di 18 Km circa, che si diparte dal Comune di S. Angelo dei Lombardi (segnatamente dal Goleto), per poi attraversare, nell’ordine, i Comuni di Lioni, Teora e Conza della Campania, con una previsione progettuale di n. 58 sostegni del tipo tronco-piramidale, di altezza variabile fino 33 metri, posti a distanza media di circa 350 metri l’uno dall’altro».

«Il provvedimento cautelare reale – prosegue la Procura – è stato adottato nell’ambito di un procedimento avente ad oggetto, tra gli altri, il reato di cui all’art. 181 D. L.vo nr. 42/2004 (“opere eseguite in assenza di autorizzazione o in difformità da essa”) in relazione a beni paesaggistici tutelati, il reato di falso in atto pubblico concernente i vincoli in materia paesaggistica, nonchè il reato di cui all’art. 734 c.p. (distruzione o deturpamento di bellezze naturali)».

elettrodotto-avellino1«A seguito degli accertamenti espletati, questa Procura della Repubblica ha ritenuto che la realizzazione dell’elettrodotto – avvenuta in difetto dei necessari pareri dell’Ente preposto alla tutela dei sussistenti vincoli in materia paesaggistica – possa alterare le bellezze naturali di luoghi soggetti alla speciale protezione dell’Autorità, con un impatto negativo di tipo percettivo-visivo sul complessivo panorama delle aeree ed un ulteriore impatto negativo sulla fauna, atteso che, peraltro, alcuni tralicci ed i relativi cavi attraversano il corridoio di migrazione della fauna selvatica (detto corridoio risale, in linea di continuità, il fiume Sele, il torrente Temete e raggiunge il valico montano “Sella di Conza” e da questi discende fin nell’Oasi di Protezione detta “Lago di Conza”)».

«Il provvedimento di sequestro – conclude la nota – è stato emanato in via d’urgenza allo scopo di evitare l’ulteriore compromissione dell’integrità ambientale delle aree soggette alla speciale competenza dell’Autorità preposta alla tutela dei vincoli».

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato.