Arrivata a Ciampino la bara del carabiniere Manuele Braj: il dolore composto dei familiari

bara-manuele-brajRoma, 27 giu – Schierati sotto l’aereo, oltre al presidente del Senato Renato Schifani, al presidente della Camera, Gianfranco Fini, ed ai familiari di Manuele Braj, tra gli altri anche il sottosegretario alla Difesa, Filippo Milone, il Capo di Stato Maggiore della Difesa Gen. di Corpo d’Armata Biagio Abrate, il Comandante Generale dell’Arma dei carabinieri, Generale di Corpo D’Armata, Leonardo Gallitelli, l’ambasciatore dell’Afghanistan a Roma con l’addetto militare. La bara, avvolta nel tricolore, è stata fatta scendere dall’aereo a spalla dai commilitoni del carabiniere ucciso e, davanti al picchetto d’onore, c’è stata la benedizione da parte del cappellano militare del comando generale dell’Arma, Mons. Ugo Borlenghi e l’omaggio del presidente del Senato Schifani che ha sostato davanti al feretro. Subito dopo, sotto un sole cocente, il mesto corteo fino al carro funebre. Un dolore composto quello dei familiari di Braj, dalla moglie Federica con in braccio il figlioletto Manuel, ai genitori Santo ed Annamaria. Poi, alle 10.50, il carro funebre ha lasciato l’aeroporto diretto all’istituto di medicina legale.

”Collega molto preparato e uomo eccezionale”: così Manuele Braj viene descritto, all’aeroporto militare di Ciampino, dai colleghi del 13° Reggimento Friuli Venezia Giulia. ”Era un amico – dice il vice brigadiere Marco Callipari – con il quale ho condiviso 6 anni di servizio. Insieme abbiamo anche fatto la missione in Bosnia. Le nostre famiglie si frequentavano e mancherà a tutti noi. Purtroppo nell’adempimento del nostro servizio ci sono da mettere in conto cose assai dolorose”. Lo stesso giudizio che di Braj da’ il capitano Nicola Bonomi che per 3 anni ha comandato il reparto cui apparteneva il carabiniere Scelto ucciso: ”Era un militare estremamente preparato, di grandissima esperienza maturata in numerose missioni all’estero sua come operatore di pace che come istruttore delle polizie straniere. Ma anche un ragazzo pieno entusiasmo per la vita ed il suo lavoro. Anche per questa missione di pace, la quinta, era partito con tutto l’entusiasmo di cui era capace”.

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato.