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Riordino delle carriere, la Difesa produce nuove slide per il "periodo transitorio". Malcontento tra i marescialli

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Riordino-carriere-nov-2016Roma, 16 nov - (di Giuseppe Paradiso) Una nuova riunione si è svolta tra i vertici dello  Stato Maggiore della Difesa e il Cocer, nella serata del 15 novembre scorso. L’argomento è sempre il sospirato "Riordino della carriere", in particolare i riflessi sul periodo transitorio.

Argomento molto sentito dai marescialli delle Forze Armate i quali, lo ricordiamo, per la stragrande maggioranza hanno percorso tutta la carriera fin da militare semplice. Sono state discusse le norme transitorie, che si sperava sanassero le decennali sperequazioni. pdf Leggi le nuove slide della Difesa

«Riguardo ai parametri stipendiali - riferisce Antonello Ciavarelli del Cocer Interforze -, la posizione apicale dei marescialli rimane comunque al di sotto del tenente. Non si riconosce la carriera direttiva al ruolo marescialli, ai quali oggi si richiede almeno la laurea triennale. Non si può accettare questo mancato riconoscimento anche in considerazione di ciò che avviene per gli ufficiali. Infatti per questi ultimi la "Funzione Pubblica" sta mettendo in discussione la famosa omogeneizzazione alla dirigenza di coloro che hanno raggiunto i 15 e 25 anni di anzianità. Ma la Difesa ha già pronta un'escamotage, che consisterebbe nel mettere al sicuro questo principio sancendo l’appartenenza alla dirigenza militare già dal grado di Maggiore».

«Per quanto concerne le risorse economiche - continua delegato -, di fatto si ha certezza solo dei 119 milioni di cui alla legge 350/2003, e poi una serie di previsioni economiche che verrebbero chiarite con dei Decreti della Presidenza del Consiglio dei Ministri una volta approvata la finanziaria. Ad esempio nell’articolo 52 della Legge di Bilancio 2017 si citano i famosi 80 euro (contributo straordinario): le risorse per tali sommi potranno essere usate, alternativamente, o per il riordino delle carriere (e quindi tassati e non più netti), o versati in busta paga per l'anno 2017».

riordino-80-euro

«I periodi transitori hanno, quindi, il sapore di una presa in giro. Si cerca di illudere i marescialli Capi, sperequanti rispetto alle Forze di Polizia per effetto dei vecchi riordini. Gli si prospetta ora come una soluzione, una vecchia pratica: l’avanzamento sarà per promozioni "in terzi" e quindi sembrerebbe positivo. Tuttavia, lo spostamento in su della "linea del traguardo" (verrà inserito un ulteriore grado e le anzianità pregresse non verranno considerate) produrrà un effetto di trascinamento, vanificando il percorso di carriera».

«A tutto ciò si va aggiungere il fatto che già ad oggi si matura l’anzianità di grado il 1 gennaio e gli avanzamenti avvengono al 31 dicembre successivo. Quindi un anno solare perso in modo incomprensibile. Se poi moltiplichiamo questo ritardo per ogni promozione prevista dalla progressione della scala gerarchica, i tempi si dilateranno di ulteriori 4/5 anni, con la difficoltà del raggiungimento del grado apicale a regime per la maggior parte dei colleghi».

«Morale della favola - conclude Ciavarelli -: agli ufficiali viene sancita la dirigenza già dai 15 di servizio per salvare l’omogeneizzazione stipendiale. Ai marescialli nonostante i tanti sacrifici non viene riconosciuta la carriera direttiva. E tutti non avranno gli 80 euro netti, aspetto maggiormente penalizzante per i ruoli più bassi. Comunque vigileremo e lavoreremo affinchè siano garantite le aspettative dei nostri colleghi».

Per quanto riguarda invece i Graduati e i militari di Truppa, i rappresentanti Cocer della categoria "D" esprimono "sconcerto", definendo il nuovo assetto «una delle pagine più nere di sempre per oltre 80.000 Graduati e Militari di Truppa di Esercito, Marina e Aeronautica esclusi da un "Riordino dei Ruoli" che parrebbe tarato solo per il Ruolo Ufficiali e Sottufficiali».

«Durante l’incontro con lo Stato Maggiore Difesa i Delegati del Co.Ce.R. Categoria D - si legge in una nota - hanno, con rammarico e indignazione, abbandonato il tavolo di confronto in cui si illustrava un Riordino dei Ruoli dimostratosi sordo alle richieste di quelle donne e uomini in divisa che, per qualità e condizione d’impiego, chiedeva pari dignità all’interno del Comparto Difesa/Sicurezza».

«Il tanto sbandierato "Poker d’Assi" - prosegue la nota - di fatto si è rivelato un "bluff", in quanto, le risorse messe a disposizione per il personale Militare, esigue e gestite in malo modo, non garantiscono neanche l’attuale incremento stipendiale avuto grazie agli 80 Euro del Bonus Sicurezza. Il Personale, ove venisse approvato questo Riordino, si vedrà corrisposto una busta paga economicamente inferiore rispetto a quella attuale».

«Ci appelliamo, quindi, alla Ministra della Difesa Roberta PINOTTI, la quale pubblicamente ha dichiarato che: "il Riordino è un segno importante per chi decide e giura di essere fedele alla Patria e di fare il massimo per questa, ed è responsabilità della politica riconoscere una tranquillità di vita al personale militare", affinché, con un Suo Autorevole intervento nei confronti sia del Governo che dei Vertici Militari della Difesa, possa dare concretezza al suo pensiero, soddisfare le aspettative professionali ed economiche del personale più debole e non diventare complice di un Riordino che di fatto mortifica l’intera Categoria rappresentata».

«I Rappresentanti della Categoria - conclude la nota - auspicano che tale provvedimento, già definito un mero "contentino", possa mutare e soddisfare le reali aspettative dei servitori dello Stato».

Marescialli dell'Aeronautica militare: «agonia del ruolo portante delle FF.AA»

«I marescialli dell’Aeronautica Militare rigettano il metodo ed il merito della bozza presentata da SMD il 15 novembre 2016».

Esaminata l'ultima bozza relativa al Riordino delle carriere prodotta dallo Stato Maggiore della Difesa, gli animi si scaldano anche all'interno dell'Arma azzurra che che con una nota della "categoria B dei Marescialli del Cocer Aeronautica" affermano di essere «il Ruolo che ha subito i maggiori danni giuridici, economici e morali dalle precedenti riforme».

«Non vogliamo nè possiamo accettare le proposte presentateci - si legge - , le quali dimostrano, ancora una volta, la distanza dei vertici dal cittadino in divisa. Questo non è un riordino delle carriere ma un’agonia del ruolo portante delle FF.AA.. Dalla proposta ci saremmo aspettati dinamismo delle carriere ed equiordinazione, non ulteriori penalizzazioni. Non s’intravvede all’orizzonte un barlume di valorizzazione del ruolo, anzi, si chiede al personale che ha già sofferto i precedenti "disordini" e subito severissime valutazioni, di ritornare nel girone dell’inferno».

«Non possiamo sacrificare un serio riordino alle strettissime esigenze temporali e all’incertezza delle risorse. Il senso di responsabilità ci porta a non esprimere giudizi su quanto previsto per gli altri Ruoli, ma un dato deve essere chiaro alla Politica e ai Nostri Vertici: siamo ad un punto di non ritorno! Se necessario, sapremo farci da parte, lasciando ai nostri colleghi (circa 25.000 unità) di rappresentarsi singolarmente, con ogni mezzo previsto dalle leggi di questo Paese».

«Dopo aver ascoltato e letto attentamente le dichiarazioni degli ultimi giorni dei Ministri Pinotti ed Alfano, ci eravamo convinti che la musica fosse cambiata ma, evidentemente, non riusciamo a capire chi decide in questo Paese. Dopo i pareri e le osservazioni delle Commissioni Difesa (Parlamento) che, a più riprese, hanno sottolineato il forte disagio rappresentato da tutto il Ruolo e, in particolare, dai marescialli dell’Aeronautica Militare, per una riforma attesa da vent’anni, i "burocrati" vorrebbero farci ingoiare un altro rospo».

«Pertanto - conclude la nota - , i rappresentanti del Cocer e dei Coir dell’Aeronautica Militare confluenti, riunitisi a Roma, all’unanimità rigettano la proposta di riordino presentata e, nella convinzione che il Governo voglia realmente realizzare la riforma delle carriere, chiedono un immediato incontro con il Sig. Ministro Pinotti per illustrare quanto già rappresentato ai Vertici e capire se le tesi dei burocrati sono condivise o meno dalla Politica. La riforma delle carriere rimane una preziosa opportunità per dare un servizio migliore al Paese».


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