Violenza contro gli operatori sanitari: 1.200 aggressioni, il 70% contro donne

Roma, 14 mar – Si è insediato ieri, presso il Ministero della Salute, alla presenza del ministro Beatrice Lorenzin, l’Osservatorio permanente per la garanzia della sicurezza e per la prevenzione degli episodi di violenza ai danni di tutti gli operatori sanitari. L’Osservatorio risponde ad una proposta del presidente della Federazione nazionale degli Ordini dei medici chirurghi e odontoiatri, Filippo Anelli, e avrà il compito di raccogliere dati, di fare proposte per la prevenzione, per nuove norme di legge, per misure amministrative e organizzative.

L’Osservatorio è presieduto dal Ministro della Salute e ne fanno parte il comandante dei Carabinieri del Nas, il coordinatore degli assessori alla sanità regionali, il presidente della Federazione degli Ordini dei medici chirurghi e degli odontoiatri, il presidente della Federazione degli infermieri, il presidente della Federazione nazionale ordini dei veterinari, il presidente della Federazione dei farmacisti, il direttore generale dell’Agenzia per i servizi sanitari regionali e i direttori generali della Prevenzione, della Programmazione e delle Professioni sanitarie del ministero.

I dati

Dei 4.000 casi di violenza sul luogo di lavoro registrati in un anno in Italia, più di 1.200 riguardano operatori della sanità: all’interno di questo 30%, il 70% è contro professioniste donne, soprattutto medici della guardia medica. Sono questi i dati portati dalla Fnomceo – e confermati dal Ministero della Salute – all’attenzione dell’Osservatorio.

«Conosciamo bene i motivi principali di tale violenza – spiega il Seg.Gen. Uil Fpl Michelangelo Librandi – , che condanniamo con forza, scaturita dall’insoddisfazione dell’utente verso alcuni servizi, dai pronto soccorsi con le lunghe attese sino all’area territoriale».

«Per tutelare questo personale vittima delle gravi carenze organizzative, economiche e strutturali del sistema, occorre un concreto potenziamento del Servizio Sanitario, dagli investimenti, alla valorizzazione del personale impiegato sino allo sblocco del turn over e la fine della precarizzazione, elementi che noi riteniamo essere tra le cause principali di tale situazione. Per la UIL FPL questo è sempre stato un tema prioritario, tanto da essere intervenuti nella preintesa del CCNL Sanità anche sulla questione del turn over, sulla questione dei precari e sulla sicurezza nei posti di lavoro. Un risultato che ci rende orgogliosi, nella consapevolezza che tutto questo deve essere accompagnato da una vera politica della sicurezza, ad esempio prevedendo in ogni presidio ambulatoriale e ospedaliero un servizio di vigilanza completo o accorgimenti a tutela del personale che si reca a fare visite domiciliari particolarmente delicate o in territori ad alto rischio di violenze e cosi via.
Infine – conclude Librandi – chiediamo con forza di intervenire con fermezza adottando una politica aziendale di tolleranza zero nei confronti di queste aggressioni».

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