TAV: il governo invia 200 militari in più per la vigilanza dei cantieri

ESERCITO-TAVRoma, 20 set- Sarà incrementato, con l’invio di altri 200 militari, il contingente incaricato della vigilanza ai cantieri della Tav in Val di Susa. Lo ha deciso il Comitato Nazionale per l’Ordine e la sicurezza, presieduto questa mattina al Viminale dal ministro dell’Interno, Angelino Alfano. Nel corso della riunione è stata sottolineata ”la necessità di tenere alto il livello di attenzione e vigilanza” dopo le manifestazioni di protesta e i recenti casi di danneggiamenti ai danni delle imprese operanti nell’area.

Alla riunione del Comitato Nazionale per l’Ordine e la Sicurezza hanno partecipato i vertici nazionali delle forze di Polizia e dei Servizi di Intelligence e il Capo di Stato Maggiore della Difesa. ”Dopo un’approfondita analisi delle manifestazioni di protesta e dei recenti episodi di danneggiamento a carico di alcune imprese, legati alla realizzazione della Tav Torino-Lione -rilevano al Viminale al termine della riunione- il Comitato, nell’evidenziare la necessità di tenere alto il livello di attenzione e vigilanza, ha deliberato, attraverso una rimodulazione del Piano di impiego dei militari nel controllo degli obiettivi a rischio, l’invio di ulteriori 200 unità per le esigenze di sicurezza del cantiere Tav in Val di Susa”.

“La Difesa – spiega una nota dello Stato maggiore -, su richiesta del Ministero degli Interni, ha disposto l’invio di ulteriori 200 militari per il rafforzamento del dispositivo di vigilanza ai cantieri della TAV in Val di Susa. Queste unità, già impegnate in altri siti nell’ambito dell’Operazione Strade Sicure, si aggiungono ai 215 già presenti con il compito di sorveglianza del perimetro del cantiere”.

“Il personale – prosegue la nota – è particolarmente addestrato per lo svolgimento dei compiti di vigilanza e controllo del territorio. Il rafforzamento dei cantieri piemontesi infatti rientra nelle operazioni Strade Sicure, che fanno capo ai prefetti di province comprendenti aree metropolitane e/o aree densamente popolate, designati dal Ministero dell’Interno. Al momento l’operazione prevede l’impegno di circa 4000 militari sul territorio nazionale. La legge 07 agosto 2012, n.135 ha prorogato l’impiego delle F.A. nei servizi di controllo del territorio fino al 31 dicembre 2013 ed è iniziato nel 2008”.

M5S, la Val di Susa non è l’Afghanistan, scelta insensata

“Mentre vengono arrestati esponenti di un noto partito di maggioranza per gli appalti legati alla Tav fiorentina, mentre cresce il dissenso in Italia e in Francia sull’anacronistica Torino-Lione, il governo Letta/Alfano non trova di meglio che spedire altri 200 militari in Val di Susa. E’ una scelta insensata, un uso anomalo delle nostre Forze Armate che se rassicura i signori delle tangenti da un lato rischia di esasperare gli animi dei cittadini dall’altro”. Lo affermano i deputati della commissione Difesa del M5S alla Camera. “La decisione odierna del Comitato nazionale per l’ordine e la sicurezza – proseguono i parlamentari – avvilisce i compiti che la Costituzione affida alle nostre Forze Armate. Tra quei compiti infatti non c’è quello di arginare il dissenso e le manifestazioni popolari contro una inutile grande opera che devasta l’ambiente. Mettere i militari contro i cittadini è un fatto gravissimo, che approfondisce ancora di più il solco crescente con le istituzioni. La Val di Susa non è l’Afghanistan per questo chiediamo con forza l’immediata revoca del provvedimento”.

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