Spending review, Vigili del Fuoco: taglio delle assunzioni non è risparmio ma aumento costo sociale

elicottero-VVFRoma, 1 ago – “Con l’approvazione al Senato del provvedimento sulla spending review che taglia le assunzioni dei vigili del fuoco per i prossimi quattro anni, si va velocemente verso un altra grave riduzione della sicurezza dei cittadini, e ciò è ancora più evidente in questi giorni ove l’Italia brucia e le risorse per fronteggiare gli incendi sono sempre più insufficienti. Aumentano gli incendi e le richieste di soccorso e solo un governo miope può pensare di diminuire il numero dei vigili del fuoco, già oggi insuficiente”.

Lo afferma il segretario generale del CONAPO Sindacato Autonomo dei Vigili del Fuoco, Antonio Brizzi, sottolineando come “il governo, e le forze politiche che lo sostengono, non hanno tenuto conto delle nostre richieste di emendamento dell’art. 14 del decreto sulla spending review, il provvedimento che limita a sole 2 assunzioni ogni 10 vigili del fuoco che andranno in pensione nei prossimi anni”.

“Gli emendamenti richiesti alle forze politiche sono stati tutti respinti o ritirati e le generiche dichiarazioni di impegno futuro, attraverso i soliti ordini del giorno non ci soddisfano, visto che sinora sono sempre stati purtroppo disattesi dai vari governi – continua Brizzi – vediamo ora alla Camera se cambierà qualcosa e come si comporteranno nei fatti i deputati che a parole si sono sempre dichiarati attenti alle problematiche della sicurezza dei cittadini, altrimenti la riduzione degli organici dei vigili del fuoco, se approvata definitivamente, rischia di determinare seri pericoli per il paese”.

“Questa non è una azione oculata di contrasto agli sprechi – conclude Brizzi – ma l’ennesimo taglio lineare che ci costerà molto in termini economici e sociali, più di quanti sono i risparmi di spesa, perche – ricorda Brizzi – i tagli nei settori della sicurezza, del soccorso e della salute pubblica, non hanno mai creato vero risparmio di spesa, ma disservizi a danno dei cittadini che in questi settori potrebbero pagare un costo sociale elevato”.

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