Sindacati polizia, riconoscere a poliziotti e militari libera sindacalizzazione

strade-sicure-2013Roma, 8 nov – «Ogni Sindacato, per antonomasia, si batte per la difesa dei diritti dei lavoratori e la piena libertà degli stessi in modo da poter fruire pienamente il diritto di cittadinanza che ogni Paese civile e democratico deve garantire ai suoi cittadini. Per questo, in rappresentanza della maggioranza dei sindacati di polizia riteniamo che la modifica all’art. 83 della legge 121, che consente anche al personale in quiescenza la libertà di aderire ai sindacati di polizia, è un fatto importante, storico ma non sufficiente a garantire il pieno diritto di cittadinanza alle donne e agli uomini della Polizia di Stato. Ecco perché chiediamo che il governo e il parlamento abbiano più coraggio andando a superare completamente la previsione dell’art. 83 della legge 121 in modo da sancire anche per i poliziotti il diritto pieno della libera sindacalizzazione».

Lo affermano in una nota SIULP, SAP, SIAP E CONSAP, nella quale commentano la modifica parziale della norma che non consente la libera sindacalizzazione appena approvata con la legge riportata nella gazzetta ufficiale nr. 255 del 30 ottobre.

«E’ un primo passo, e ringraziamo il legislatore per questa attenzione, ma riteniamo che ormai siano maturi i tempi per superare completamente l’art. 83 della citata legge 121 e consentire ai poliziotti la libera sindacalizzazione. Per questo, concludono i sindacati che rappresentano il 80% dei poliziotti sindacalizzati, chiediamo al governo e al parlamento un atto di fiducia, come fece il legislatore del 1981 quando approvò la legge di riforma smilitarizzando la Polizia di Stato, di andare fino in fondo e di prevedere quanto prima un provvedimento normativo che abbatta i limiti della libera sindacalizzazione, ormai anacronistica e antistorica».

«Parimenti – conclude la nota sindacale – auspichiamo che nello stesso provvedimento vi sia anche il diritto alla sindacalizzazione delle forze di polizia militari e delle stesse forze armate, in tempo di pace, atteso l’emancipazione e il livello di responsabilità che hanno dimostrato le rappresentanze in questi anni ma anche i grossi limiti che la norma impone a questo modello di rappresentanza».

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