Sequestro Spinelli: sotto inchiesta tre agenti della scorta di Berlusconi

scorta-poliziaRoma, 6 dic – Il caposcorta e due agenti: sono loro gli uomini che proteggono Silvio Berlusconi finiti sotto inchiesta per il sequestro del ragioniere Giuseppe Spinelli. Accusati di aver violato il regolamento dei servizi segreti che impone la comunicazione ai vertici su quanto accade alla «personalità». E dunque, in questo caso, di non aver avvisato la direzione dell’Aisi che l’uomo era stato sequestrato e due giorni dopo si era deciso di presentare una denuncia alla magistratura. Ma soprattutto che era stata proprio la scorta dell’ex presidente del Consiglio a prelevarlo dalla sua abitazione insieme alla moglie per trasferirlo in una località segreta.

Ieri il direttore dell’Aise, il generale Arturo Esposito, ha nuovamente riferito al Copasir sull’andamento dell’indagine amministrativa, ma ha precisato che le verifiche non sono ancora terminate. In particolare non sarebbe stato accertato esattamente quando Berlusconi sia stato effettivamente informato che Spinelli era rimasto ostaggio di una banda di rapitori per un’intera notte. Tre baresi e tre albanesi che avrebbero chiesto 35 milioni di euro per consegnare documenti sul «lodo Mondadori». Ai tre agenti si contesta la mancata comunicazione, ma anche di aver agito come scorta privata mentre il loro obbligo è quello di rimanere a protezione della «personalità», Berlusconi appunto, visto che si tratta di funzionari dello Stato.

Esposito ha preso tempo, ma è possibile che prima della fine dell’anno il Comitato parlamentare decida di convocare il capo del Dis Giampiero Massolo e il sottosegretario con delega agli 007 Gianni De Gennaro, proprio per verificare quali iniziative si intenda prendere a livello disciplinare.

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