Poliziotto spara al figlio di sette anni e poi si suicida

Ivan-IrreraIl bambino in gravissime condizioni. Palermo, 17 mag – Un poliziotto ha sparato con la pistola d’ordinanza al figlio di sette anni e si è poi suicidato. Il bambino è in gravissime condizioni all’ospedale civico di Palermo. I fatti sono accaduti a Misilmeri (Palermo)

Il poliziotto si chiamava Ivan Irrera e viveva con il figlio, la moglie e una figlia di 14 anni in via Pitrè, a Misilmeri, un paese in provincia di Palermo. Irrera era in servizio alla Squadra mobile di Palermo nella sezione Antirapine. Il bambino è in condizioni disperate ed è ricoverato in seconda rianimazione. I medici stanno tentando di stabilizzarlo e solo dopo sarà possibile, eventualmente, sottoporlo ad un intervento chirurgico. Ha ferite alla testa.

La moglie ha sentito l’esplosione di due colpi di pistola e si e’ precipitata nella stanza del figlio: è lì che ha visto il marito a terra morto. Solo dopo ha capito che il bambino di 7 anni, ancora nel suo lettino, era ferito alla testa e sanguinava. Così la moglie ha raccontato agli investigatori la tragedia. La coppia e i due figli oggi sarebbero dovuti andare a Milano per la comunione del figlio di parenti. Gli inquirenti stanno cercando di capire se il poliziotto, che tutti descrivono come una persona serena ed equilibrata, si sia sparato colpendo per sbaglio il bambino o se abbia prima fatto fuoco su di lui e poi rivolto la pistola d’ordinanza contro se stesso. Secondo i primi accertamenti tempo fa l’uomo aveva avuto problemi economici che, però, aveva risolto vendendo la casa di Palermo in cui viveva e trasferendosi nella palazzina di proprietà dei genitori a Misilmeri. La causa del gesto, per gli amici e i familiari, è incomprensibile.

Stupore, incredulità, rabbia: amici e colleghi di lavoro di Ivan Irrera, sono sgomenti. A Misilmeri, davanti alla casa dell’agente, nella zona di Piano Stoppa, nessuno riesce a spiegarsi i motivi di quel terribile gesto. ”Domani dovevano partire per la comunione di un nipote – racconta un collega – Era sempre solare, allegro. Nulla poteva far presagire la tragedia. Amava i suoi figli e la moglie. Non riusciamo a credere che abbia potuto fare questo. Non ha mai parlato di problemi economici”. In tanti all’ospedale Civico di Palermo si stringono invece attorno alla moglie dell’agente, che attende di conoscere l’esito del delicato intervento chirurgico eseguito dai medici della seconda rianimazione sul figlio.

Il gesto di Irrera ha sconvolto i compagni di classe del figlio che stamattina stavano festeggiando a villa Di Napoli l’inaugurazione della manifestazione ”Palermo apre le porte”, organizzata dal comune con i ragazzini che fanno da cicerone ai visitatori per spiegare la storia dei monumenti. Il bambino frequenta la classe terza della Ragusa Moleti. La notizia della tragedia familiare è arrivata proprio mentre era in corso la cerimonia. Bambini e genitori sono scoppiati in lacrime e la festa si è trasformata in una grande scena di dolore. ”Siamo sconvolti” dice una mamma singhiozzando mentre abbraccia il proprio figlio. ”Mamma forse ha sbagliato con la pistola di poliziotto”, dice il bambino. L’amministrazione ha subito sospeso la manifestazione. I compagni di classe del piccolo ferito alla testa sono stati riaccompagnati immediatamente in classe da genitori e insegnanti. La preside della Ragusa Moleti, Anna De Laurentis, ha incaricato per assistere i bambini una psicologa che si trova già con loro. ”Siamo sconvolti – afferma la dirigente scolastica. Ci auguriamo che possa riprendersi”. ”Siamo vicini alla famiglia Irrera”, affermano il presidente della IV circoscrizione Silvio Moncada e il presidente della commissione cultura Serena Potenza. Una delegazione di amministratori si sta recando in ospedale.

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