Pirateria: Cancellieri, guardie giurate sulle navi solo dopo un corso

pirateria-militariiEntro l’anno il decreto, ma ai militari resta il ruolo centrale e primario. Roma, 31 lug – Per prestare servizio a bordo delle navi dirette in zone a rischio pirateria, le guardie giurate dovranno superare, oltre ad un corso basico destinato agli addetti alla sicurezza sussidiaria, ”anche un secondo stage finalizzato allo specifico contesto d’impiego operativo”. Lo ha detto il ministro dell’Interno, Annamaria Cancellieri, nel corso di un’audizione alla commissione Difesa del Senato.

”Entro la fine dell’anno”, ha assicurato Cancellieri, sarà licenziato il decreto attuativo del ministro dell’Interno che disciplina le modalità d’impiego degli operatori della sicurezza privata a bordo delle navi. Si tratta di un provvedimento, ha sottolineato, ”la cui stesura ha presentato un notevole grado di complessità ed ha richiesto una laboriosa fase istruttoria”. Il testo ora ha ottenuto l’ok ”delle Amministrazioni interessate ed è stato inviato al Consiglio di Stato per il relativo parere”. Il ministro ha comunque puntualizzato che la legge 130 del 2 agosto scorso ”affida alle nostre forze militari un ruolo centrale e primario nell’azione dispiegata a favore della armatoria italiana. Ruolo, peraltro, che, in considerazione della natura e qualità dei beni giuridici coinvolti, costituisce la prima essenziale forma di presidio degli interessi nazionali in questo specifico settore, solo in mancanza del quale è possibile ricorrere alla utilizzazione di guardie giurate private”.

In proposito, la titolare del Viminale ha espresso la convinzione che ”sia estremamente opportuno mantenere in termini di sussidiarietà il rapporto intercorrente tra l’utilizzo dei nuclei militari di protezione della Marina Militare e quello dei cosiddetti contractors”. Nel decreto, ha proseguito il ministro, ”attenzione viene posta alle modalità di imbarco e sbarco delle armi in una prospettiva funzionale che tende ad assecondare, accanto a quelle di controllo, esigenze di semplificazione. Infatti – ha aggiunto – le armi possono essere imbarcate non solo dal territorio nazionale ma anche dai porti limitrofi alle zone a rischio di pirateria. Tale previsione, esplicativa di quanto stabilito a livello primario, consente di limitare la disponibilità delle armi a bordo per il tempo strettamente necessario ai servizi di protezione, tenuto conto che nella maggior parte dei casi le rotte delle navi non sono programmate prima della partenza, ma stabilite quando le imbarcazioni si trovano già in spazi marittimi esteri”.

Quanto alla formazione delle guardie giurate, ha detto ancora Cancellieri, ”la legge accorda preferenza agli operatori della sicurezza privata che abbiano prestato servizio nelle Forze Armate, anche come volontari, dando quindi risalto al requisito della professionalità”. (ANSA)

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