Picchiano un marocchino, i carabinieri arrestano due esponenti di Forza nuova

bandiere-forza-nuovaLucca, 24 gen – Due esponenti di Forza Nuova sono stati arrestati a Lucca dai carabinieri con l’accusa di aver picchiato un marocchino di 51 anni, dopo averlo insultato con frasi razziste e xenofobe. I due sono Riccardo Del Dotto, 26 anni, e Mirko Marchetti, 37 anni, entrambi di Capannori (Lucca). Sono stati arrestati, con le accuse di lesioni personali aggravate dalla discriminazione razziale, in esecuzione di una ordinanza di custodia cautelare emessa dal Gip del Tribunale di Lucca. Lo rendono noto i carabinieri.

I fatti risalgono alla sera del 2 ottobre scorso, quando in via del Cantore a Lucca, nei pressi del pub Ottavo Nano, l’immigrato venne avvicinato da un gruppo di giovani, che iniziarono dapprima ad insultarlo con frasi razziste e xenofobe, per poi aggredirlo con pugni e calci, procurandogli lesioni alla testa e la frattura dell’orbita sinistra. L’uomo finì all’ospedale di Lucca con una prognosi di 20 giorni. Le indagini hanno permesso di risalire al gruppo di aggressori che, secondo i carabinieri, appartengono a Forza Nuova. La sera del pestaggio, nonostante vi fossero numerosi avventori al pub, nessuno aveva dichiarato di essere stato testimone dell’accaduto. I carabinieri della stazione di San Concordio sono però riusciti a identificare subito uno degli appartenenti al gruppo, che era rimasto all’interno del locale e che, nel momento in cui è stato avvicinato dai militari, ha ripreso ad inveire nuovamente nei confronti del marocchino, insultandolo. Dopo oltre un mese d’indagine, i militari sono così risaliti ad alcuni giovani appartenenti a Forza Nuova ritenendoli responsabili dell’aggressione: secondo i carabinieri, i due arrestati sarebbero gli autori materiali del pestaggio. Il gruppo, quella sera aveva tentato di picchiare anche un altro marocchino, che stava dormendo in un edificio abbandonato: l’uomo era riuscito a scappare a a rifugiarsi in un bar mentre gli estremisti davano fuoco al giaciglio su cui l’immigrato dormiva. (ANSA)

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