Perugia, ritorna l’allarme sicurezza. Lanzo (PPSD): non è un argomento da arruffapopoli

guido-lanzo1Perugia, 8 mag – «Siamo alle solite, a Perugia ritorna l’allarme sicurezza. Ora s’infiammeranno le polemiche e le richieste di presenza delle forze dell’ordine, la collettività si armerà di fiaccole cercando, invano, di far capire a chi governa che non se ne può più, ma i demagoghi di turno, gli arruffapopoli dell’ultima ora, si impantaneranno, ancora una volta, in fantomatici discorsi sulla sicurezza come fosse un argomento che stagionalmente occorre tirare fuori dall’armadio, perché fa comodo, perché fa leva sull’elettorato. Ed a loro, interessa solo questo, il voto».

Così Guido Lanzo, esponente del Partito Popolare Sicurezza e Difesa che torna nuovamente sull’argomento sicurezza.

«Sono anni, ormai, che cerchiamo di dare valide risposte alla collettività con il nostro “Progetto di Sicurezza Urbana”, parlando anche quando i giornali non hanno notizie di cronaca, avendo cura di mettere mano concretamente per cambiare lo stato delle cose, in un terreno che scotta. Oggi forse tutti comprenderanno meglio, quanto noi diciamo da tempo, ossia che gli interventi sulla sicurezza sono appartenuti a slogan elettorali che naturalmente non hanno prodotto risultati».

«Torniamo a ripetere che i copiosi tagli hanno messo a terra la macchina della sicurezza – afferma Lanzo -, quindi dello sviluppo territoriale, quindi del vivere in tranquillità.
Naturalmente a tutto questo contribuisce lo stato del territorio: strade e quartieri poco illuminati, sporchi, non attrezzati, quasi abbandonati al proprio destino, donati all’incuria ed alla mercé dei vandali, un vero e proprio “bronx” perugino, dove regna la delinquenza impunita, dove gli spacciatori delimitano il feudo dello traffico illecito di stupefacenti».

«Una cosa è evidente a tutti – conclude Lanzo -, pare che le Autorità locali non siano in grado di cambiare il trend negativo, magari razionalizzando e ottimizzando le risorse che ci sono, o, comunque, sono privi di quella risolutezza necessaria che non si esaurisca eslclusivamente in populistiche parole di disapprovazione e di condanna del “giorno dopo”».

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