Manovra: discriminazioni nei confronti di amministratori locali appartenenti al comparto Sicurezza e Difesa

tricolore_sindaciChiesto il ripristino del permesso giornaliero. Roma, 4 ott – ”Ripristinare la possibilità di avere il giorno libero dal lavoro per gli eletti in Comuni e Province quando debbano partecipare alle attività istituzionali”, così come era prima della manovra finanziaria bis e nel pieno rispetto dei commi 1 e 3 dell’art. 51 della Costituzione: è quanto il deputato fiorentino del Pdl Riccardo Migliori, vicecoordinatore regionale vicario del Pdl in Toscana, domanda ai ministri degli Interni Roberto Maroni e della difesa Ignazio La Russa in un’interrogazione urgente a cui gli esponenti del governo dovranno rispondere in forma scritta.

Il problema – afferma Migliori – ”oltre a creare una forte discriminazione tra lavoratori dipendenti e autonomi, lede in particolare gli appartenenti alle forze dell’ordine (polizia, carabinieri, finanza etc) limitandone, di fatto, la possibilità di partecipazione alle sedute consiliari”. Il motivo è presto detto: ”Le peculiarità lavorative che svolgono tali addetti – spiega Migliori nel suo documento – implicano, durante l’orario di servizio, la possibilità di creare condizioni tali da richiederne la permanenza in servizio. L’operatore è obbligato pertanto a rimanere al lavoro oltre l’orario previsto per molteplici casi tra i quali, ad esempio, il procedere ad arresti, ordini pubblici, sopralluoghi su scene del crimine, operazioni di appostamento e tutto ciò che rientri nel normale esercizio delle funzioni a lui preposte. Per altro, la normativa prevede che gli stessi operatori delle forze dell’ordine, in virtù di una incompatibilità ambientale tra l’attività politica e quella di polizia, debbano prestare servizio fuori dal Comune o dalla Provincia in cui sono stati eletti”.

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