Lacrimogeni giù dal ministero, la Severino vuole indagare

lacrimogeni-ministeroAnalizzato il video. Roma, 17 nov – (di Chiara Paolin) La voce del ragazzo esce calma, ma le parole dicono tutto: “Come, dall’alto glieli lanciano? Dal ministero?”. Chi parla è affacciato su via Arenula, piano alto, proprio di fronte al palazzo dove lavora Paola Severino. Col telefonino sta riprendendo gli studenti che passano lì sotto per il mercoledì delle proteste contro l’austerità e i tagli del governo Monti, quando registra per caso il documento che sta facendo tremare diverse poltrone importanti a Roma.

Nel video (VideoRosso guarda) si vedono diversi fumogeni calare dall’edificio del ministero giù verso la folla: la capsula metallica cade velocemente verso il basso e dietro si apre la scia di fumo. Uno, due, tre lanci ravvicinati partono da due finestre all’ultimo piano, e poi altre scie scendono da più su, dal tetto. “Ma sono pazzi” commenta un’altra voce catturata dal telefonino mentre il corteo si sfilaccia e scappa in avanti spaventato dalla pioggia di fumo. La scena arriva giovedì notte al sito Repubblica.it e ieri si scatenano le reazioni istituzionali. Il primo a parlare è il questore di Roma, Fulvio Della Rocca: “Dato che i lacrimogeni non devono essere sparati ad altezza d’uomo ma devono seguire una certa parabola, l’ipotesi è che si siano infranti sul muro di via Arenula dando l’impressione di essere stati esplosi da un balcone”. Questa tesi ha fatto sorgere dei dubbi anche ai giornalisti di Repubblica che infatti la giudicano verosimile,  come testimonia questo video.

Insomma nessun funzionario avrebbe mai sparato lacrimogeni contro la folla dall’alto al basso. E poi gli agenti in servizio a palazzo per l’Usvap, Ufficio per la Sicurezza e per la Vigilanza del ministero di Giustizia, aggiungono: “Non abbiamo in dotazione quel tipo di fumogeni, la ricostruzione del questore è credibile: i poliziotti che si trovavano per strada hanno lanciato i proiettili in alto ma questi sono rimbalzati sul muro. E siccome hanno una gittata di 150 metri, la forza del rimbalzo è considerevole”.

Più prudente la Severino, che ha voluto visionare il video prima di convocare una conferenza stampa per annunciare un’inchiesta interna. “Dobbiamo attivare un’indagine rigorosa ed estremamente approfondita per accertare l’andamento dei fatti, la meccanica e il modo in cui si è verificato l’episodio” ha detto il ministro. Prendendosi tutto il tempo per gestire con cura la questione, facendo sbollire se possibile la baraonda delle polemiche : “I risultati delle nostre inchieste – ha specificato – non saranno ad horas”.

“La Severino dovrebbe dimettersi subito se ammette di non sapere che succede dentro il suo ministero” ha scritto ieri il sindacato di polizia Sappe. “Il problema è che quei lacrimo-geni in effetti non dovrebbero essere a disposizione della penitenziaria – spiega un poliziotto –. Li avevamo in dotazione anni fa, adesso no, però c’è chi se li è conservati. Non si può escludere che una testa calda abbia deciso di usarli contro i ragazzi. E in ogni caso sparare i proiettili contro il muro, senza poter controllare la traiettoria, è un comportamento pericoloso”.

Per questo capire quale tipo di bossolo sia stato sparato mercoledì diventa fondamentale: se in uso alla carceraria sarebbe più credibile la pista di un agente interno all’Usvap , se della polizia si rinforzerebbe la tesi di un lancio sbagliato verso l’alto e rimbalzato sulle pareti. Ieri fonti ministeriali hanno rivelato che un bossolo trovato mercoledì nel cortile interno all’edificio è stato consegnato alla scientifica perché sia analizzato: una prova in più per chiarire i dubbi, o un depistaggio pericoloso per confondere le acque? Di certo ieri l’argomento degli scontri tra studenti e polizia ha occupato i pensieri della Severino e non solo. La Procura di Roma sta analizzando filmati e testimonianze per verificare eventuali eccessi nei comportamenti delle forze dell’ordine, sia per le cariche sul Lungotevere sia per l’episodio in via Arenula.

Intanto il Raggruppamento Carabinieri Investigazioni Scientifiche ha inviato al ministro l’esito delle indagini dalle quali, sostengono, si è trattato di un colpo di rimbalzo che ha colpito la “cornice superiore della quarta finestra (a partire dallo spigolo sinistro), sita al quarto. piano del Ministero, di un solo artifizio lacrimogeno poi fratturatosi in nr.03 parti“. pdf Leggi il rapporto completo .

tafferugli-palermoIntanto ieri a Palermo altri scontri violenti hanno bloccato la città: cortei di protesta, tafferugli, nove poliziotti feriti e un minore fermato. Contestato il presidente del Senato, Renato Schifani, sceso in Sicilia per incontrare Crocetta: lancio di uova e cannoli alla ricotta per ricordare la tradizione di Cuffaro. Ma anche il neogovernatore è stato sbeffeggiato con un grande cartellone su cui i ragazzi hanno inventato un incrocio tra il suo nome e il patto delle crocchette Crocetta-Micciché: “Ma quali Crocetté, ma quali crocché, noi il futuro ce lo prendiamo a spinta” diceva lo slogan. Lo striscione, incollato su una base di compensato, è stato usato per spingere il corteo contro la barriera della polizia e per difendersi dalle manganellate, che non sono mancate dopo il lancio di sassi e oggetti vari da parte di alcuni gruppi.(Il Fatto Quotidiano)

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