Inviolabili i palazzi della democrazia, denuncia per chi va in piazza a volto coperto

roma-scontri-poliziaLe regole della prefettura. Roma blindata per i cortei. Appello della Cancellieri. Roma, 24 nov – (di Massimo Lugli) «I luoghi sacri della democrazia sono inviolabili. Se un numero ristretto di dimostranti vorrà arrivare a Montecitorio in maniera pacifica non ci saranno problemi ma se qualcuno ha in mente una manifestazione non autorizzata le forze dell’ordine non potranno che intervenire per motivi di ordine pubblico».

Un monito chiarissimo quello del prefetto Giuseppe Pecoraro alla vigilia di un’altra giornata di tensione per la capitale. Una Roma traumatizzata dal raid ultrà di Campo de’ Fiori e dai recenti scontri del 14 novembre (la giornata della piena del Tevere) che, oggi, sarà attraversata da tre cortei di cui almeno due ad alto rischio. I guai più grossi, secondo la questura e la prefettura, potrebbero arrivare dalla manifestazione non preavvisata e, quindi, non autorizzata, delle scuole e delle Università che si muoveranno alle 10 dalla Piramide per confluire nel corteo dei Cobas, un serpentone di qualche migliaia di persone che seguirà l’itinerario canonico: piazza Esedra-Santissimi Apostoli.

«Non facciamo zone rosse, non ne abbiamo mai fatte e non cominceremo ora» aggiunge Pecoraro. Linea soft fino a un certo punto perché il prefetto ricorda che «indossare il casco è un reato, quello di travisamento e chi lo fa rischia di essere denunciato». Autorizzati invece, dopo una trattativa pomeridiana con la Digos, gli scudi di gommapiuma a forma di libro, un simbolo che, di recente, è stato usato per formare le “testuggini”. Gli studenti, dal canto loro, non cedono di un millimetro, almeno sul piano dei proclami e annunciano di voler raggiungere comunque Montecitorio. «Domani sarà una giornata calda, la affronteremo con grande professionalità» dice il ministro dell’interno Annamaria Cancellieri che invita i cittadini a «manifestare liberamente ma senza violenza, che non giova a nessuno». A sorvegliare la piazza, un migliaio di uomini e donne tra polizia, carabinieri, guardia di finanza e vigili urbani. Il rischio maggiore è quello di azioni “spontanee”, bagliori improvvisi di guerriglia che potrebbero esplodere a macchia di leopardo in diverse zone della città.

Polemiche e tensioni anche per la dimostrazione di “Casapound”, il movimento di estrema destra che sfilerà dalle 16 «per difendere la nostra idea politica». Il percorso è stato cambiato all’ultimo momento: da piazza Mazzini a Ponte Milvio, un itinerario considerato abbastanza sicuro e lontano dalle altre manifestazioni. Il presidente della comunità ebraica, Riccardo Pacifici, ha chiesto che l’autorizzazione venga revocata perché il movimento si ispira al “fascismo del terzo millennio” ma secondo Giuseppe Pecoraro non ci sono i presupposti, ne’ per la legge Scelba ne’ per la legge Mancini e nemmeno i motivi di ordine pubblico, che giustifichino un divieto. Il presidio antifascista che inizierà alle 16 all’Esquilino non dovrebbe finire in tafferugli e scontri perché, a quell’ora, i militanti di “Casapound” saranno già distanti.

Sempre per oggi sono stati indetti anche due sit in, uno della Cgil, a piazza Farnese, contro la legge di stabilità e un secondo in via Bernardino da Feltri davanti al ministero dell’Università e ricerca (Miur). Per il traffico, cronicamente bloccato, della capitale sarà sicuramente un altro sabato da dimenticare e molte voci (dalle organizzazioni dei commercianti ad alcuni esponenti del Pdl) tornano a battere sul tasto della regolamentazione dei cortei. Ma, almeno in queste ore, i grandi temi irrisolti sono accantonati: ancora una volta è il momento di fronteggiare l’emergenza e scongiurare il rischio di cariche, manganellate, sassaiole e lacrimogeni. (Repubblica)

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