Internet: UNICEF, un utente su tre è un bambino, ma fatto troppo poco per proteggerli dai pericoli della rete

I ragazzi africani sono i meno connessi

Roma, 11 dic – Un utente di internet su 3 è un bambino. E’ quanto dichiara l’Unicef nel suo rapporto annuale “La condizione dell’infanzia nel mondo 2017: Figli dell’era digitale“, pubblicato oggi, sottolineando che per i minori “è stato fatto troppo poco per proteggerli dai pericoli del mondo digitale e per aumentare il loro accesso a contenuti sicuri online“.

Il rapporto dice che i giovani rappresentano il gruppo di età più connesso. Nel mondo, il 71% di loro è online, comparato al 48% della popolazione totale. I ragazzi africani sono i meno connessi, con circa 3 giovani su 5 offline, comparati a solo 1 su 25 in Europa.

Altri dati: circa il 56% di tutti i siti web sono in inglese e molti bambini non possono trovare contenuti che comprendono o che siano culturalmente rilevanti. Esiste anche un divario di genere. A livello globale, nel 2017 ha usato internet il 12% in più degli uomini rispetto alle donne. In India, meno di un terzo degli utenti di internet sono donne.

Secondo il rapporto, solo un’azione collettiva – da parte dei governi, del settore privato, delle organizzazioni per i bambini, del mondo accademico, delle famiglie e degli stessi bambini – può rendere lo spazio digitale maggiormente accessibile e sicuro per i bambini.

Le raccomandazioni pratiche per aiutare a indirizzare le politiche e renderle più efficaci e per delle pratiche commerciali più responsabili che vadano a beneficio dei bambini includono: fornire a tutti i bambini un accesso a costi contenuti a risorse online di alta qualità; proteggere i bambini dai pericoli online – fra cui abusi, sfruttamento, tratta, cyberbullismo ed esposizione a materiali non adatti; salvaguardare la privacy dei bambini e le identità online; insegnare l’alfabetizzazione digitale per tenere i bambini informati, attivi e al sicuro online; sfruttare il potere del settore privato per migliorare le pratiche e gli standard etici per proteggere e andare a beneficio dei bambini online; porre i bambini al centro delle politiche per il digitale.

«Internet – ha detto il direttore generale dell’Unicef Anthony Lake – è stato progettato per gli adulti, ma è sempre più utilizzato dai bambini e dai giovani e le tecnologie digitali coinvolgono sempre più le loro vite e il loro futuro. Dunque le politiche, le pratiche e i prodotti digitali dovrebbero riflettere meglio i bisogni dei bambini, le loro prospettive e le loro voci».

Il rapporto analizza anche i benefici che la tecnologia digitale può offrire ai bambini più svantaggiati, anche di coloro che crescono in povertà o che sono colpiti da emergenze umanitarie. Questi includono: aumentare il loro accesso alle informazioni, sviluppare competenze per il settore lavorativo digitale e offrire loro una piattaforma per connettersi e comunicare le loro opinioni. Ma allo stesso tempo rivela che milioni di bambini stanno perdendo questa occasione: circa un terzo dei giovani del mondo – 346 milioni – non sono online, aggravando le disuguaglianze e riducendo la capacità dei bambini di partecipare a un’economia sempre più digitale.(AdnKronos)

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