Incendi, sindacato VVF: legge quadro inadeguata e mangiasoldi, da rifare

Roma, 23incendio-VVFago – «Ogni estate si ripete la stessa solfa. L’Italia flagellata dagli incendi boschivi, politici che si rincorrono a fare dichiarazioni stampa che si dimenticano ad emergenza finita, vigili del fuoco impegnati senza sosta nonostante la legge quadro sugli incendi boschivi affidi ad altri e non ai pompieri i compiti di spegnimento. Come organizzazione sindacale dei vigili del fuoco ci chiediamo che cosa aspetta la politica a discutere del problema e mettere all’ordine del giorno le numerose proposte di legge che giacciono dimenticate in parlamento da anni?»

E’ quanto dichiara Antonio Brizzi, segretario generale del CONAPO Sindacato Autonomo Vigili del Fuoco, commentando le incessanti notizie sugli incendi.

«Riteniamo la attuale legge quadro foriera di sperpero di denaro pubblico e di confusione nel coordinamento e comando delle emergenze relative agli incendi boschivi, a causa della frantumazione delle competenze istituzionali, della pluralità dei soggetti coinvolti, e dei costi di tutte le strutture incaricate della lotta, che– aggiunge – il più delle volte, operano senza una vera e propria organizzazione, poiché molteplici sono gli enti a cui viene affidato tale compito. La stessa corte dei conti, nelle relazioni annuali sugli incendi boschivi, ha evidenziato criticità di questa natura».

«Ormai tutti sanno che un incendio boschivo, o lo si spegne subito perche si è in grado di arrivare sul posto nell’immediatezza, oppure è necessario ricorrere all’uso dei mezzi aerei che hanno un costo estremo e – continua – si dica ciò che si vuole, ma la realtà è questa: l’unico corpo antincendio in Italia che ha un servizio di immediato pronto intervento 24 ore su 24 sono i vigili del fuoco, anche se paradossalmente la legge non ci affida questo compito che sovente facciamo proprio per evitare il degenerare degli incendi, anche se a causa degli organici inadeguati e della mancanza di specifici finanziamenti, questo ci comporta notevoli difficoltà gestionali. Difatti sovente siamo il primo e unico ente che arriva sul luogo dell’incendio ma senza alcun potere di coordinamento e allertamento di mezzi aerei o personale volontario. Vi è poi il sistema delle convenzioni previste dalla stessa legge quadro, ovvero le regioni, a cui la legge affida il compito di lotta agli incendi boschivi, possono stipulare convenzioni con vari enti e corpi per la lotta agli incendi. Cosi accade che in alcune regioni i vigili del fuoco sono impiegati negli incendi a seguito di convenzione ed in altre no, per scelta della regione. Come nel caso della Liguria, regione ad alto rischio, che quest’anno dopo quasi venti anni di convenzione, ha deciso di escludere i vigili del fuoco adducendo la motivazione della mancanza di risorse finanziarie. Per non parlare poi dei soldi che fanno giri assurdi, dallo stato vanno alle regioni e poi se queste fanno convenzioni con i vigili del fuoco, ritornano allo stato, per essere riassegnati ai vigili del fuoco, con annosi ritardi e pagamenti al personale che non arrivano mai. Va poi evidenziato anche il problema del Corpo forestale dello Stato, con compiti di lotta agli incendi boschivi e dotato di mezzi antincendio, ma sovente non presente sul posto a causa di organici inadeguati o perche impegnati in prioritari compiti di polizia ambientale.»

«Riformare urgentemente la legge quadro, affidare al Corpo nazionale vigili del fuoco tutte le frammentate competenze e le risorse per la lotta agli incendi boschivi, compresi i poteri di coordinamento, destinare il Corpo forestale al potenziamento dei compiti di polizia ambientale – conclude Brizzi – sarebbe la vera spending review di un apparato che costa agli Italiani cifre astronomiche e non più sostenibili in tempi di crisi, mentre oggi, i tecnici che non ci sembra capiscano molto di incendi, continuano ad annunciare tagli lineari come nel caso dei Canadair. Questa non è per il CONAPO una politica responsabile».

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