Cocer interforze, gen. Cotticelli a Monti: rischio «futuri poveri» nel Comparto

generale-cotticelliChiesti al governo chiarezza e coerenza. Roma, 4 ott – Il presidente del Cocer interforze, generale Cotticelli, ha inviato ieri al presidente del Consiglio Monti una pdf dura lettera nella quale denuncia la situazione previdenziale, giuridica ed economica del comparto Sicurezza e Difesa.

“Il recente decreto legge cd. “Salva Italia” – si legge nella lettera – di cui al Decreto Legge n 20/2011, convertito in legge 214/2011 , ha introdotto una serie di significative modifiche alla normativa previgente in materia pensionistica, valide per la generalità dei lavoratori pubblici e privati. Lo stesso provvedimento ha tuttavia tenuto conto della specificità del Comparto Difesa e Sicurezza prevedendo che allo stesso non vengano applicate automaticamente ed immediatamente le nuove disposizioni in materia di limiti di età e requisiti per l’accesso per la pensione anticipata, rimandando l’eventuale armonizzazione ad un corrispondente regolamento”.

“Dopo aver ricercato ripetutamente incontri con le amministrazioni e il Governo, si autorizzava un incontro a palazzo Chigi, programmato per il giorno 21 settembre c.a. Lo stesso si chiudeva con l’impegno formale del Ministro Fornero a produrre bozza ufficiale del provvedimento. Questo Consiglio resta ancora in attesa della bozza afferente l’armonizzazione di cui sopra che, nonostante l’impegno del Ministro competente, non è stata recapitata a questo Consiglio se non sotto forma di note riassuntive”.

“Durante l’incontro con il Ministro Fornero ed i Ministri degli altri dicasteri interessati, il personale del Comparto Sicurezza e Difesa ha potuto verificare quanto da tempo il sentire comune trasmetteva. Da una parte le Amministrazioni preoccupate del rispetto dei limiti ordinamentali ed il governo che continua ad approcciarsi al problema con fare ragionieristico e, dall’altra, i rappresentanti Cocer e sindacali costretti, in maniera del tutto surreale, a preoccuparsi oltre che del proprio futuro previdenziale anche dell’efficienza e della funzionalità di queste Istituzioni”.

“La soluzione del problema -sottolinea Cotticelli – non può in alcun modo ricondursi ad aspetti squisitamente tecnici in quanto la soluzione deve ricercarsi sotto l’aspetto politico. Il governo e quindi la Politica devono far capire a questo Consiglio ed al Paese che tipo di Sicurezza e di Difesa vogliono dare a questa società. Gli uomini in divisa sapranno accettare qualunque decisione, ma bisogna pronunciarsi con chiarezza e coerenza”.

Chiarezza: se la scelta che si deve fare è quella di uniformare i lavoratori del Comparto a quelli del pubblico impiego dal punto di vista previdenziale, perché le esigenze di bilancio lo richiedono, lo si dica chiaramente, ma in nessun modo si spaccino istituti giuridico-economici riconosciuti dalle norme come meri privilegi. Il personale del Comparto non ha difficoltà ad allinearsi ai limiti di vecchiaia di tutto il pubblico impiego. Per le conseguenze sulla funzionalità e l’efficienza ne risponderà il Politico di turno nel suo seggio elettorale”.

Coerenza: se questa è la scelta, la si applichi coerentemente, ma si riconoscano a questo Comparto quei diritti fondamentali riconosciuti a tutti i cittadini. Si dia corpo all’avvio della previdenza complementare, la cui assenza farà di questi cittadini dei futuri poveri. Il Comparto è a chiederle un autorevole intervento affinché il Ministro del suo esecutivo fornisca al Consiglio bozza ufficiale del provvedimento, in modo da poter dare il proprio fattivo contributo che sarà responsabile e attento all’ esigenze del Paese”.

“Nelle more di ricevere un documento ufficiale che contempli anche quanto previsto dall’Ordine del Giorno del Senato – conclude la lettera -, questo Consiglio saprà fornire una controproposta che contempli specificità, funzionalità ed efficienza”.

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