Caso Cucchi: “tango down” per il sito del Coisp e quello della giustizia

anonymous-coispRoma, 16 giu – Ieri sera il gruppo Anonymous Italia ha oscurato (tango down in gergo) il sito web del sindacato di polizia Coisp e il sito www.giustizia.it.

Salve Assassini di Stato – si legge in una lunga nota del blog ufficiale di Anonymous Italia – , apprendiamo con sdegno che non paghi di aver molestato recentemente Patrizia Aldrovandi, ora cercate visibilità querelando Ilaria Cucchi. Non paghi di aver infangato il valore dell’ onestà e del rispetto, infierite su una famiglia che ha avuto la sola colpa di cercare verità e giustizia. Non paghi di aver scaricato le colpe solo sui medici, infierite contro chi ha già dovuto sopportare l’umiliazione di un processo-farsa sfociato nell’auto assoluzione”.

“La parola ‘dignità’ non vi appartiene. Forse credete che speculare sugli atroci drammi di chi ha visto ucciso un familiare da quanti sono mantenuti e pagati per proteggerci e di chi ha visto il proprio fratello ammazzato di botte, ucciso nel silenzio e nell’omertà di categoria, possa difendere l’onorabilità delle forze dell’ordine? Sulle vostre coscienze pesa anche l’assassinio di Marcello Lonzi e la persecuzione che da ben dieci anni viene perpetrata nei confronti di sua madre: Maria Ciuffi. ‘Marcellino’ veniva assassinato nel carcere ‘Le sughere’ di Livorno nel lontano luglio 2003 dalla ferocia dei secondini e dalla complicità dei medici”.

Coisp-tango-downIl sito web del Coisp irragiungibile“Le ecchimosi, le ferite e le fratture alle costole vennero infatti attribuite a una semplice caduta e al tentativo di rianimazione. Maria Ciuffi, che tutt’ora porta avanti la sua battaglia e ha chiesto la riapertura delle indagini, ha urlato il suo dolore e chiesto giustizia per suo figlio. La verità è stata sempre sepolta da muri invalicabili e dalla viltà omertosa di istituzioni e corpi di polizia. La mamma di Marcello ha subito numerose intimidazioni: è stata pedinata a lungo e una macchina ha addirittura tentato di investirla. Come Patrizia Aldrovandi e Ilaria Cucchi, anche lei è stata querelata per diffamazione”.

“Non soddisfatti, i secondini rimossero la corona di fiori che Maria portò a Marcello in occasione del suo compleanno: il gesto non era autorizzato. Sono invece autorizzati i soprusi sostenuti dai complici silenti; le torture psicologiche e corporali, le privazioni mentali e fisiche, l’annichilimento”.

“Queste sono le carceri. E voi siete bestie da guardia del ‘sorvegliare e punire’. Continuate pure a cercare ridicoli escamotages che vi rendano puliti agli occhi dei cittadini sedati dalle vostre favole sulla sicurezza. Continuino, i loschi magistrati dell’ èlite corrotta, a sostenere il vostro operato indegno e le vostre divise sporche di sangue. Useremo tutti i mezzi, tutte le conoscenze a nostra disposizione per far venire a galla quel che nascondete”.

“Ciò che sta accadendo non deve rimanere confinato nel privato. E’ una linea deplorevole che continua a mietere vittime nei luoghi dell’annientamento umano; è la stessa linea che tenta di abbattere chi urla la sua sete di verità. La miserabile sentenza sui fatti del G8 2001 è la chiara dimostrazione di come questo sistema sia fondato su una democrazia ammorbata. Pene lievissime per le bestie inferocite che si accanirono sui manifestanti perpetrando aberrazioni di ogni tipo (per citarne una, l’assistente capo di pubblica sicurezza Pigozzi, ovvero il pseudo-uomo che divaricò le dita di un detenuto fino a lacerargli e staccargli la carne). Pene addirittura parzialmente coperte da indulto. Il reato di tortura non esiste; le forze del disordine sono autorizzate a dare adito a una macelleria di Stato in nome della sicurezza. Quale, non si sa”.

“Esiste, invece – conclude il comunicato -, il reato di devastazione e saccheggio: 12 anni ed oltre, contro le ridottissime pene relative alla devastazione e al saccheggio di corpi e menti dei manifestanti. Assassini indegni e burattini della pseudo-giustizia manovrati dal denaro: aspettateci sempre. Aspettateci anche quando i vostri compari millantano di aver messo fine al nostro movimento. Aspettateci ogni qual volta ci sarà un sopruso, un corpo percosso, un grido che chiede giustizia e che viene ignorato, una bocca imbavagliata dalle vostre menzogne. Siamo tutti figli e fratelli di queste donne guerriere e di chi ha subito violenze rimaste impunite!

Il Coisp si scaglia contro gli autori dell’attacco definendoli “un gruppo di vigliacchi che si professano hacher“. “Non ci resta che ringraziare questi criminali – prosegue la nota del Coisp – per l’attenzione e cogliamo l’occasione per invitarli il 21 – 22 e 23 di giugno a Vicenza in occasione del 6° Congresso Nazionale del Co.I.S.P.. Magari, chissà, una lezione di legalità e civiltà potrebbe essergli utile“.

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato.