Cancellieri: «Daspo per i manifestanti violenti»

polizia-auto1Nuove denunce contro i poliziotti. Il gip: da chi era in corteo aggressioni pianificate. Roma, 20 nov (di Maria Elena Vincinzi e Francesco Viviano) Lei sta dalla parte del «soldato blu». E così, mentre propone il numero identificativo sui caschi dei poliziotti che fanno ordine pubblico, il ministro dell’Interno Anna Maria Cancellieri pensa anche a «norme più rigorose per chi nei cortei crea disordini». Una specie di Daspo per le manifestazioni, simile a quello previsto per gli stadi. Due idee per cercare di evitare che si ripetano scene come quelle viste mercoledì scorso a Roma con i manifestanti che si scagliano contro le forze dell’ordine e queste ultime accusate di aver abusato del loro potere. Un tentativo, quello del ministro, di cercare di uscire da una polemica istituzionale che non accenna a placarsi. Il Pdl non ha preso bene la questione della riconoscibilità degli agenti. E ieri il ministro ha ammesso che «è un problema complesso perché da una parte dobbiamo garantire la sicurezza degli operatori e le loro famiglie, dall’altra non si può fare un discorso del genere se non si fa altrettanta
chiarezza su chi partecipa ai cortei travisato o armato, è un tema che va discusso anche con gli operatori di polizia e con i sindacati». E il ragionamento successivo è appunto quello di mettere in piedi «norme più rigorose per chi, più volte, crea disordini, un po’ come ci sono per gli stadi, insomma una specie di Daspo per i manifestanti».

Solo un’idea per ora, anche perché, ha spiegato la Cancellieri, non è detto che si riesca a fare durante questa «legislatura tecnica, ma ci sono già diverse proposte». D’altronde, che il problema sia su due fronti, emerge chiaramente anche dalle indagini che la procura di Roma, insieme alla Digos, sta facendo sugli episodi della scorsa settimana. Da un lato ci sono gli eccessi di violenza da parte degli esponenti delle forze dell’ordine. Abusi per i quali un poliziotto è già stato iscritto nel registro degli indagati con l’accusa di lesioni e un secondo potrebbe finirci presto. Nell’informativa consegnata ieri dalla questura, si spiega che il gesto dell’agente è da censurare ma che fra lui e la sua vittima (Riccardo Masoch, uno degli otto arrestati) c’erano stati già scontri precedenti in cui il giovane avrebbe usato violenza. Elementi sui quali ora la parola spetta al pm Luca Tescaroli. Su questo episodio ma anche su altri gli inquirenti stanno analizzando alcune denunce di manifestanti che avrebbero segnalato di essere stati vittime delle divise. Dall’altro, però, ci sono le violenze dei ragazzi che hanno partecipato al corteo. Molti gli episodi scovati nelle immagini che la Digos ha acquisito nei giorni scorsi e che riprendono manifestanti che lanciano di tutto in direzione delle forze dell’ordine. E che quella andata in scena durante lo sciopero europeo contro la crisi fosse una violenza «preordinata», lo ha scritto anche il gip di Roma, Wilma Passamonti, nell’ordinanza con cui ha convalidato l’arresto per sei degli otto arrestati. Tutto il materiale rinvenuto sul luogo dei disordini (scudi di plastica, coltelli, fumogeni, sampietrini) fa pensare che «le azioni violente non siano avvenute d’impeto ma, al contrario, fossero preordinate e abbiano richiesto un’organizzazione e preventivi accordi fra i partecipanti».

Per i sei ragazzi fermati, poi, c’è «un concreto pericolo di reiterazione». Il giudice fa un passo in più e pensa al corteo di Casapound, organizzato per sabato prossimo a Roma: «è un’occasione idonea a riproporre le stesse condizioni nelle quali hanno preso luogo le condotte illecite». (Repubblica)

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato.