Attenzione alle truffe sulla vendita di auto usate

truffa-auto-usateLa disponibilità economica è calata e, se il parco auto italiano fino a qualche anno fa era tra i più giovani in Europa, oggi, complice anche la crisi economica, si scopre che può essere vantaggioso acquistare un’auto usata. Ma mentre da un lato si può esultare per le innumerevoli possibilità offerte dalla rete che senza uscire da casa permette di acquistare o vendere la propria auto, non bisogna dimenticare che sono molti i venditori e i compratori online che organizzano vere e proprie truffe nella vendita di auto.

Alcune regole, però, possono aiutarci ad evitare i malintenzionati che affinano sempre più la capacità di frodare.

La truffa può avvenire sia nel caso di acquisto che di vendita, quindi è necessario che si adotti sempre un atteggiamento prudente. Se si decide di effettuare una compravendita è opportuno affidarsi ad un sito noto, in grado di utilizzare correttamente il listino con le quotazioni delle auto (usate, da rottamare o incidentate) e di valutare i parametri del settore. Il primo campanello di allarme deve suonare quando l’offerta dell’acquirente supera il prezzo richiesto dal venditore: in questo caso l’obiettivo finale potrebbe essere il riciclo di denaro derivante da attività illegali. Ma può anche accadere che il cliente offra un importo superiore attraverso un assegno e chieda la differenza in contanti: l’assegno potrebbe essere scoperto e, se si è nel fine settimana, ci vorranno giorni per saperlo.

Se si sono gli assegni bancari scoperti, non mancano nemmeno gli assegni circolari falsi. In questo ultimo caso, prima della firma, si può chiedere al compratore una copia dell’assegno: recandosi in banca si può conoscerne la validità. Una rapida ricerca online permette anche di notare che molte truffe sono state realizzate da acquirenti che affermavano di risiedere all’estero e di essere in procinto di trasferirsi nel nostro Paese: spesso incauti venditori hanno fornito i loro dati bancari perché effettuassero il bonifico. A questo primo contatto ne seguivano altri, estremamente formali, in cui veniva richiesta al venditore una percentuale sul costo della vettura e una tassa per il cambio della valuta (percentuale e tassa sarebbero poi state restituite). Ovviamente, una volta incassati i soldi, l’acquirente spariva.

La raffinata fantasia di chi truffa via internet non conosce limiti nemmeno quando si decide di acquistare. In questi casi è importante fare attenzione alle concessionarie che offrono l’auto a prezzi irrisori rispetto al valore di mercato. Anche i documenti che vengono trasmessi all’acquirente, sia quelli della vettura che quelli identificativi del venditore, devono essere controllati per verificarne l’autenticità. Infine bisogna ricordare che i venditori disonesti possono ritoccare il contachilometri con appositi software, facendo scendere il chilometraggio totale e rendendo, quindi, l’auto più interessante. Da tale truffa ci si può difendere esaminando il libretto dei tagliandi o facendo verificare da un elettrauto le centraline: anche l’usura della pedaliera può essere un segnale indicativo. Se è possibile, è una buona norma rintracciare l’ultimo proprietario a cui chiedere qual era il chilometraggio quando l’ha venduta: potrebbero emergere discrepanze inaccettabili con quelle riportate sul quadro strumenti.

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