Wikipedia contro il ddl intercettazioni

wikipedia-intercettazioniRoma, 5 ott – Da ieri chi prova a fare una ricerca sulla versione italiana della nota Enciclopedia libera “Wikipedia”, invece della solita schermata con i risultati della ricerca effettuata, visualizza un comunicato nel quale si legge che “Wikipedia in lingua italiana rischia di non poter più continuare a fornire quel servizio” a causa delle norme contenute nel “cosiddetto DDL intercettazioni”.

Tale disegno di legge, “che il Parlamento italiano sta discutendo in questi giorni, prevede, tra le altre cose, anche l’obbligo per tutti i siti web di pubblicare, entro 48 ore dalla richiesta e senza alcun commento, una rettifica su qualsiasi contenuto che il richiedente giudichi lesivo della propria immagine”.

Questo il comma contestato: «Per i siti informatici, ivi compresi i giornali quotidiani e periodici diffusi per via telematica, le dichiarazioni o le rettifiche sono pubblicate, entro quarantotto ore dalla richiesta, con le stesse caratteristiche grafiche, la stessa metodologia di accesso al sito e la stessa visibilità della notizia cui si riferiscono.»

“Purtroppo, la valutazione della ‘lesività’ di detti contenuti – continua il comunicato – non viene rimessa a un Giudice terzo ed imparziale, ma unicamente all’opinione del soggetto che si presume danneggiato”.

“Si ricorda, tuttavia, che ogni cittadino italiano è già tutelato in tal senso dall’articolo 595 del codice penale, che punisce il reato di diffamazione. Con questo comunicato, vogliamo mettere in guardia i lettori dai rischi che discendono dal lasciare all’arbitrio dei singoli la tutela della propria immagine e del proprio decoro invadendo la sfera di legittimi interessi altrui. In tali condizioni, gli utenti della Rete sarebbero indotti a smettere di occuparsi di determinati argomenti o personaggi, anche solo per ‘non avere problemi’.”

Naturalmente il comune sentire dell’opinione pubblica ha già maturato e smascherato il vero scopo del progetto di riforma sulle intercettazioni: mettere la mordacchia a coloro che danno notizie sgradite sui “potenti”, e poco importa a questo governo liberticida se le conseguenze di tale scellerata scelta legislativa si traduce in un vero (l’ennesimo purtroppo) stupro alla democrazia.

GrNet.it concorda e solidarizza quindi con Wikipedia; emanare a ciclo continuo leggi ad personam che finiscono per inaridire i principi democratici sui quali si fonda ogni libero Stato è inaccettabile. Problemi molto più grandi e nefasti incombono sul destino della nostra nazione, e sarebbe senza dubbio meglio per tutti se il governo invece di emanare leggi liberticide si concentrasse sulla risoluzione dei gravi problemi economici e sociali che dilaniano l’Italia oppure, se non è in grado di farlo, faccia la cosa più saggia: si dimetta e lasci la  parola agli elettori, a quel popolo “sovrano” al quale, giorno per giorno, ha sottratto, appunto, ogni tipo di sovranità anche a causa di leggi dissennate come quella contro le intercettazioni.

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