Brunetta, torna l’assenteismo, si allunga la reperibilita’ per visite fiscali

brunetta5Roma, 02 nov  – Tornano ad allargarsi le fasce di reperibilita’ dei dipendenti pubblici in caso di malattia.
Con un effetto a fisarmonica nel giro di un anno sono passate da quattro a undici ore, poi sono scese di nuovo a quattro (dalle 10 alle 12 e dalle 17 alle 19) e ora saliranno a sette (9-13, 15-18). Lo ha annunciato in una conferenza stampa a Palazzo Vidoni il ministro della Pa Renato Brunetta che collega la misura a un nuovo incremento delle assenze. I dati indicano per settembre 2009 un incremento del 24,2 per cento rispetto allo stesso mese del 2008. Il confronto con il 2007 mostra ancora una riduzione sensibile delle assenze, data la forte diminuzione che si era registrata a settembgre del 2008 (-44,6). Si tratta della seconda variazione di segno positivo. Ad agosto 2009, infatti, si e’ gia’ verificato un primo incremento (+16,7), interpretato come un segnale dell’atteso assestamento del fenomeno. Del resto il confronto e’ con il mese di agosto 2008, nel quale la legge 133/08 aveva portato a una forte contrazione delle giornate per malattia (-44,4).

L’assenteismo torna alla ribalta e il titolare della Funzione pubblica – benche’ dichiari di essere “francamente stufo di fare il cerbero” – corre ai ripari.
Anzi, dice, “correggo un mio errore” e ripercorre le tappe della vicenda. “Fin dall’inizio del mio mandato ho inteso combattere i comportamenti opportunistici, sia introducendo una trattenuta della componente accessoria del salario, legata alla presenza e alla produttivita’, sulla falsariga di quanto gia’ succedeva nel privato in caso di malattia, sia allungando la durata della reperibilita’ per i controlli” fiscali, estendendola praticamente a tutta la giornata, con un’ora di “pausa” dalle 13 alle 14. Ma le 11 ore da trascorrere a casa per il dipendente malato non sono durate.
Una modifica intervenuta nel decreto legge 78 del primo luglio 2009 (convertito nella legge 102 di settembre 2009) ha infatti uniformato l’orario di reperibilita’ a quello del settore privato, dalle 10 alle 12 e dalle 17 alle 19. Un intervento, quest’ultimo, che aveva fatto parlare i sindacati di una “marcia indietro” e che invece, ha ricordato oggi il ministro, “e’ stato deciso anche alla luce dei dati soddisfacenti del monitoraggio sulle assenze per malattia nella Pa” che il dipartimento della Funzione pubblica effettua ogni mese in collaborazione con l’Istat e che in un anno aveva appunto evidenziato un considerevole calo delle assenze. Nel primo anno di applicazione della legge 133/2008 le assenze si sono ridotte del 38 per cento, dato che, proiettato nell’interna Pa, equivale a 14 milioni di giornate aggiuntive lavorate per i cittadini.

Poi l’inversione di tendenza. Da quest’estate, dunque, proprio in concomitanza con il ritorno all’orario “ridotto” per la reperibilita’ – oggi giudicato “un errore” – le assenze sono tornate a crescere, con un +16,7 ad agosto, e un +24,2 per cento a settembre (una tendenza che troverebbe conferme anche a ottobre secondo i primi dati acquisiti che parlano di un +25 per cento). “Poiche’ non c’e’ evidenza che ci sia stato in questi mesi un aumento del rischio malattia causato da eventi epidemiologici – spiegano dal ministero – ci sono due possibili spiegazioni” per l’andamento registrato. La prima: “e’ la conseguenza dell’aggiustamento dei comportamenti individuali che segue una fase iniziale di iper reazione determinata dall’effetto annuncio, che potrebbe aver spinto le assenze sotto il livello fisiologico”. La seconda: “e’ il segnale della ripresa di comportamenti opportunistici”, dovuto alla modifica delle fasce di reperibilita’: “Tanto piu’ sono estese – ha spiegato Brunetta – tanto meno c’e’ propensione all’assenteismo. Questa e’ stata una grande delusione, ma anche una lezione. A breve provvedero’ a emanare il decreto per rimodificare la reperibilita’ portandola a sette ore, prevedendo comunque alcune eccezioni in considerazione di particolari patologie. Per colpa di qualcuno – ha chiosato – non si fa credito a nessuno”.

Il numero uno di Palazzo Vidoni ha infine ricordato che con il decreto legislativo di attuazione della legge di riforma della Pa (n. 15 del 4 marzo 2009) approvato definitivamente il 9 ottobre, si e’ costruito un quadro di regole chiare per proseguire nell’azione di contrasto all’assenteismo. In particolare le novita’ riguardano “l’invio dei certificati medici, che sara’ effettuato via internet, direttamente dal medico all’Inps che a sua volta lo inviera’ all’amministrazione di appartenenza del lavoratore”. In caso di inosservanza degli obblighi di trasmissione telematica saranno applicate sanzioni. “E poi – ha aggiunto Brunetta – si interviene nella responsabilizzazione dei dirigenti nell’applicazione di tutte le misure che siano di contrasto all’assenteismo. Pagheranno per primi se il loro ufficio non funziona”. Previste infine sanzioni disciplinari, amministrative e penali per il dipendente nel caso di falsa attestazione della presenza o di certificazione medica falsa e anche per il medico che attesti il falso. (Velino)

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato.